Docente di Lettere - Scuola Superiore

 
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La verità della vita è dove ci portano le nostre emozioni.

Giuseppe Conte, poeta

 

Il tempo dei cavalli ubriachi
Regia di Barman Ghobadi – Iran/Francia 2000
Con Ayoub Ahmadi (Ayoub), Rojin Younessi (Rojin), Amaneh Ekhtiar-dini (Amaneh), Madi Ekhtiar-dini (Madi)
Durata: 80 minuti

Vicenda: In un villaggio Kurdo al confine tra Iran e Iraq vive una famiglia composta da cinque fratelli. Il maggiore dei maschi, Ayoub, accetta qualsiasi occupazione pur di guadagnare il denaro necessario per far operare il fratellino Madi, affetto da nanismo per una grave malattia alle ossa. Pur lavorando fino allo stremo delle forze, però, non riesce a mettere insieme la somma necessaria per l’operazione. Allora, all’insaputa di Ayoub, la sorella maggiore Rojin acconsente ad andare in sposa a un facoltoso mercante iracheno, ottenendo in dote la copertura delle spese dell’intervento di Madi in Iraq. Ayoub, pur sconvolto dalla prospettiva di perdere Rojin, accompagna lei e Madi al confine per una riunione delle due famiglie; tuttavia, giunti sul posto, la madre dello sposo rifiuta di accogliere il fratello malato e allo zio non resta che accettare l’offerta di un mulo come indennizzo. Intanto il tempo utile per l’operazione scarseggia, Madi peggiora a vista d’occhio e Ayoub decide di recarsi a vendere il mulo oltre frontiera, al fine di spuntare un prezzo più vantaggioso. Partito con Madi insieme a un gruppo di contrabbandieri, il ragazzo è ormai in vista della meta quando un’imboscata dei militari coglie tutti di sorpresa: mentre ognuno tenta di dileguarsi, Ayoub si prodiga disperatamente per far rialzare il mulo caduto nella neve, schiantato dal carico e intontito dall’alcool. E proprio all’ultimo momento, i suoi immani sforzi saranno premiati.

Punti di approfondimento su tematiche di attualità socio-economica:

1. I curdi e il Kurdistan: storia di un’identità negata. L’evoluzione storica: le origini di un popolo, la sua lingua e la sua religione, le sue radici etniche e l’area geografica di riferimento, i rapporti con le nazioni vicine. L’attualità e la cronaca: la dispersione delle popolazioni curde nei Paesi del Medio Oriente (Turchia, Iran, Iraq, Siria), le frammentazioni e le divisioni interne, la repressione dei governi (in particolare quello turco), l’occupazione militare e la deportazione.
2. Bambini al lavoro: una piaga che dilania i Paesi sottosviluppati (spesso e volentieri con la connivenza del mondo cosiddetto “civilizzato”, nel quale il fenomeno tende a riprodursi), ma che in talune circostanze corrisponde a un’estrema chance di sopravvivenza.
3. A un passo dalla morte o dalle mutilazioni permanenti: il Kurdistan, una delle zone del pianeta in cui – come testimoniano i rapporti di associazioni umanitarie quali la Coalizione internazionale per la messa al bando delle mine antipersona, Amnesty International o Emergency – il territorio è letteralmente saturo di mine disseminate dalle diverse fazioni in conflitto.
4. Il contrabbando delle merci più svariate fra i due lati della frontiera: una rischiosa attività illecita che impiega come manovalanza bambini anche molto piccoli, strappati al gioco e (nei rari casi in cui esistano ancora) alle famiglie.

Punti di discussione sul sistema dei personaggi:

1. Il rapporto di reciproco sostegno fra Ayoub, Amaneh e Rojin, finalizzato al soddisfacimento dei bisogni primari e alle cure da prestare a Madi (oltre che alla sorellina più piccola).
2. I regali di Ayoub ai fratelli: quando anche un quaderno o una fotografia sono sufficienti a portare un momento di serenità a chi li riceve.
3. L’ostinazione di Ayoub: quando è impossibile progettare l’avvenire, l’unica prospettiva è quella dettata dai problemi del presente.
4. Il matrimonio di Rojin: quando amore e sentimenti sono un dettaglio trascurabile nell’unione fra due persone, condizionata dalle tradizioni, dalle convenienze o dalle esigenze contingenti.

Personaggi:
• Ayoub (Ayoub Ahmadi) -------------------------------------------------------------------------------------
• Rojin (Rojin Younessi) ------------------------------------------------------------------------------------
• Amaneh (Amaneh Ekhtiar-dini) -------------------------------------------------------------------------
• Madi (Madi Ekhtiar-dini) -----------------------------------------------------------------------------------

Da considerare:

1. L’essenzialità delle scelte registiche: la – spesso impercettibile – commistione fra documentario e finzione, la voce fuori campo di Amaneh, la fissità delle riprese (in campo lungo) nella sequenza dell’incontro con la famiglia dello sposo di Rojin, la telecamera a spalla usata nelle scene più incalzanti, l'audio "in presa diretta", l'assenza di colonna sonora, l’implacabile durezza degli scenari naturali (i monti, la neve, il freddo insopportabile e quasi fisicamente “percepibile” nelle drammatiche immagini conclusive), il finale tronco e inatteso.
2. Nel 2000 il film ha ottenuto la “Caméra d’or”, il riconoscimento che il festival di Cannes assegna alle opere prime.

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