Docente di Lettere - Scuola Superiore

 
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Se davvero avete voglia di sentire questa storia, magari vorrete sapere prima di tutto dove sono nato e com’è stata la mia infanzia schifa e che cosa facevano i miei genitori e compagnia bella prima che arrivassi io, e tutte quelle baggianate alla David Copperfield, ma a me non mi va proprio di parlarne. Primo, quella roba mi secca, e secondo, ai miei genitori gli verrebbero un paio d’infarti per uno se dicessi qualcosa di troppo personale sul loro conto. Sono tremendamente suscettibili su queste cose, soprattutto mio padre. Carini e tutto quanto – chi lo nega – ma anche maledettamente suscettibili. D’altronde, non ho nessuna voglia di mettermi a raccontare tutta la mia dannata autobiografia e compagnia bella.

J.D. Salinger, Il giovane Holden

 


Analisi del racconto “Un’opera d’arte” di Anton Cechov
Lavoro svolto da Ely '90 della classe I^ H

Riassunto

L’assillante ansia di sdebitarsi da parte di una madre e del suo unico figlio nei confronti del loro benefattore, il dottor Koscelkòv, fa sì che quest’ultimo si trovi a dover accettare un dono per lui ingombrante: un candelabro di bronzo antico, scabroso nelle decorazioni, di cui cerca invano di disfarsi. Prova a spiegare a Sascia, il ragazzo a cui aveva salvato la vita, che un oggetto di quel tipo non gli si addice, ma quello è un paziente alquanto invadente e non accetta un rifiuto per risposta. Comincia così la “corsa a disfarsi del dono”.
L’aspetto del candelabro suscita imbarazzo e rifiuto in tutti coloro che lo ricevono, perché i personaggi sono attenti alle convenzioni, a difendere la proprio propria rispettabilità e si trovano invischiati nei pregiudizi.
Il candelabro passa quindi nelle mani dell’avvocato Uchov, che a sua volta cerca di disfarsene regalandolo al comico Sciaskin. Quest’ultimo lo vende alla vecchia che acquista bronzi antichi: la signora Smirnòv, madre di Sascia. Il ragazzo e sua madre pensano che sia la copia identica del candelabro e che il loro benefattore sarebbe felice di averne il “riscontro”. Ed ecco l’inevitabile ritorno dell’oggetto nelle mani del secondo donatore che, sbalordito di trovarsi di nuovo davanti il candelabro, non riesce a proferir parola.

Esercizi di comprensione
1) Per quale motivo Sascia si presenta al dottore?
Sascia si presenta al dottore per ringraziarlo di avergli salvato la vita, per portargli i saluti della madre e cedergli in segno di gratitudine un oggetto di bronzo antico di gran valore, a lui e a sua madre molto caro. È un candelabro d’artistica fattura. Sul piedistallo ci sono due figure femminili nude in posizioni indecorose. È un ricordo del padre, che acquistava bronzi antichi e li rivendeva ai collezionisti.

2) Che cosa rende tanto sconveniente, agli occhi del medico, il dono ricevuto?
La scabrosità e l’indecenza delle decorazioni in particolar modo. Per lui il candelabro è un dono ingombrante e poco consono ai suoi gusti o, meglio, a quelli di un dottore e di un uomo di famiglia rispettabile. Il dottore è, come tutti, legato alle convenzioni, attento solo al proprio ruolo e alle apparenze. Si preoccupa continuamente di ciò che potrebbero credere i suoi paziente e di come verrebbe infranta la rispettabilità sua, della sua dimora e del suo studio se qualcuno vedesse quell’opera indecente e tentatrice. E’ come un fantoccio che si preoccupa di più del pensiero degli altri che dei suoi gusti e dei sentimenti di un povero ragazzo come Sascia e di sua madre che cercano di sdebitarsi come meglio possono.

3) In quali altre mani passa l’oggetto?
L’oggetto passa dalle mani del dottore a quelle dell’avvocato Uchov, verso il quale è in debito per la trattazione di una causa. Anch’esso cerca di disfarsene e dona il candelabro dalle scabrose decorazioni al comico Sciaskin, a cui viene suggerito di venderlo alla Smirnòv, la vecchia che compra bronzi antichi, che è appunto la madre di Sascia. Ed ecco che l’oggetto torna alla sua legittima proprietaria e, tramite Sascia, di nuovo al medico.

4) Ti pare che le motivazioni che inducono i vari personaggi a disfarsi del candelabro siano le stesse?
Sottolineare:
- da “ma… come esprimermi?…” a “tutta la casa”;
- da “sono un uomo di famiglia…” a “delle signore”;
- da “Qui da me viene mia madre…” a “scrupolo”;
- da “Io, già, abito…” a “le artiste!”.
Sì, le motivazioni che inducono i vari personaggi a disfarsi del dono sono le stesse: è sconveniente tenere in casa un oggetto così scabroso perché si rischia di infrangere la propria rispettabilità e di essere oggetto di maldicenze. Tutti riconoscono la sua bellezza, eppure nessuno di loro si arrischia a lasciarsi alle spalle i pregiudizi verso quell’opera, ad allontanarsi dalle convenzioni e dal rispetto delle apparenze che li manovrano come pupazzi.

5) Come termina il racconto?
Il racconto termina con il ritorno, dopo qualche passaggio di proprietà, del candelabro nelle mani del primo donatore. L’oggetto viene infatti venduto dal comico alla madre di Sascia. Suo figlio aveva detto al dottore che si dispiaceva solo del fatto di non potergli donare anche la copia identica, così gliela cede appena crede di esserne entrato in possesso. Il dottore si trova quindi a dover accettare ancora una volta il dono che ritiene tanto ingombrante e sconveniente.

6) Sascia è al corrente dell’itinerario del candelabro? Motiva la tua risposta.
Secondo me no, altrimenti non sarebbe stato così felice di ritrovarlo, ma si sarebbe sentito molto offeso.

Esercizi di comprensione
1) Il finale è tronco, aperto o a sorpresa?
Il finale è aperto e lascia al lettore la possibilità di immaginare un proseguimento della storia, per esempio, Sascia potrebbe accorgersi che quello è lo stesso candelabro che ha già donato al dottore, oppure quest’ultimo potrebbe rifiutare di accettarlo di nuovo, oppure potrebbe confessargli di aver cercato di disfarsene e così via… E’ anche un finale a sorpresa.

2) Le sequenze sono per la maggior parte narrative, espositive o dialogiche?
Le sequenze sono per la maggior parte dialogiche, ma vi sono anche alcuni brevissimi tratti narrativi.

3) Elenca i personaggi che intervengono nel racconto e di essi indica: l’attività svolta, il ceto sociale, il modo in cui vengono presentati (presentazione diretta o indiretta).
I personaggi che intervengono nel racconto sono:
- Sascia, figlio unico, paziente invadente, è colui che insiste nel donare il candelabro al dottore che gli ha salvato la vita;
- il dottor Koscelkòv;
- l’avvocato Uchov, colui che riceve in dono il candelabro dal dottor Koscelkov e lo regala a sua volta al comico Sciaskin;
- il comico Sciaskin che rivende il candelabro alla vecchia Smirnòv;
- il parrucchiere, che è solo una comparsa, e consiglia al comico di vendere l’oggetto;
- la vecchia Smirnòv, che acquista bronzi antichi e li rivende ai collezionisti, viene semplicemente nominata da altri personaggi, che forniscono alcune informazioni su di lei.
Il dottor Koscelkòv e l’avvocato Uchov sono borghesi, di ceto sociale medio-alto, al contrario di Sascia e sua madre, che appartengono, come il comico Sciaskin, ad un ceto sociale medio-basso. Del parrucchiere, essendo solo una comparsa, non si sa molto. Dal consiglio che dà al comico sembra ingegnoso, astuto.
I personaggi, ad eccezione di Sascia la cui presentazione è sia diretta che indiretta, vengono presentati in modo indiretto, attraverso il dialogo, le azioni e i pensieri che sono disseminati all’interno del testo. Lo scrittore ricorre ad una tecnica mista, infatti i personaggi si presentano soprattutto attraverso il dialogo, ma talvolta li introduce qualche altro personaggio che fa già parte della vicenda o il narratore stesso, la cui voce è però ridotta al minimo.

4) Osserva le motivazioni che Sascia adduce per convincere il dottore ad accettare il candelabro. Alcune di esse vengono riprese quasi identiche da Koscelkòv nel suo incontro con l’amico Uchov. Quali? Ti pare che i due personaggi siano animati dalle stesse convinzioni? Motiva la risposta.
Sascia cerca di convincere il dottore ad accettare il suo dono per non offendere né lui né sua madre e, perché, quel regalo è un segno di gratitudine. Sascia è molto affezionato a quell’oggetto di bronzo antico, che gli ricorda suo padre. Cerca di convincere il dottore che si tratta d’arte, di un candelabro bello ed elegante, che fa dimenticare ogni cosa terrena. Il dottore, per liberarsi dell’oggetto, riprende le frasi del suo paziente e fa notare all’avvocato il movimento, l’espressione e la bellezza di quell’opera d’arte, tralasciando i particolari che lo hanno indotto a cercare di disfarsene. Certamente i due personaggi non sono animati dalle stesse convinzioni: Sascia dona il candelabro al suo benefattore in segno di gratitudine, non per disfarsene. Lui lo considera realmente una bellissima opera d’arte e non lo dice solo per convincere il dottore ad accettarlo. Sascia non è attento alle convenzioni come i personaggi borghesi che, ricevendo il candelabro, pensano soltanto a trovare il modo di liberarsene, per difendere la propria reputazione.

5) Con quali aggettivi definiresti i personaggi del racconto? (seri e dignitosi / ipocriti / opportunisti / irriconoscenti / poco sensibili)
I personaggi del racconto che cercano di disfarsi dell’oggetto ricevuto in dono sono troppo attenti alle convenzioni e a tutelare la propria rispettabilità, quindi finiscono per diventare ipocriti e poco sensibili pur di difendere la propria posizione e il proprio ruolo.

 
   

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