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Analisi del racconto “Un’opera
d’arte” di Anton Cechov
Lavoro svolto da Ely '90 della classe I^
H
Riassunto
L’assillante ansia di sdebitarsi da parte di una madre e
del suo unico figlio nei confronti del loro benefattore, il dottor
Koscelkòv, fa sì che quest’ultimo si trovi
a dover accettare un dono per lui ingombrante: un candelabro di
bronzo antico, scabroso nelle decorazioni, di cui cerca invano
di disfarsi. Prova a spiegare a Sascia, il ragazzo a cui aveva
salvato la vita, che un oggetto di quel tipo non gli si addice,
ma quello è un paziente alquanto invadente e non accetta
un rifiuto per risposta. Comincia così la “corsa
a disfarsi del dono”.
L’aspetto del candelabro suscita imbarazzo e rifiuto in
tutti coloro che lo ricevono, perché i personaggi sono
attenti alle convenzioni, a difendere la proprio propria rispettabilità
e si trovano invischiati nei pregiudizi.
Il candelabro passa quindi nelle mani dell’avvocato Uchov,
che a sua volta cerca di disfarsene regalandolo al comico Sciaskin.
Quest’ultimo lo vende alla vecchia che acquista bronzi antichi:
la signora Smirnòv, madre di Sascia. Il ragazzo e sua madre
pensano che sia la copia identica del candelabro e che il loro
benefattore sarebbe felice di averne il “riscontro”.
Ed ecco l’inevitabile ritorno dell’oggetto nelle mani
del secondo donatore che, sbalordito di trovarsi di nuovo davanti
il candelabro, non riesce a proferir parola.
Esercizi di comprensione
1) Per quale motivo Sascia si presenta al dottore?
Sascia si presenta al dottore per ringraziarlo di avergli salvato
la vita, per portargli i saluti della madre e cedergli in segno
di gratitudine un oggetto di bronzo antico di gran valore, a lui
e a sua madre molto caro. È un candelabro d’artistica
fattura. Sul piedistallo ci sono due figure femminili nude in
posizioni indecorose. È un ricordo del padre, che acquistava
bronzi antichi e li rivendeva ai collezionisti.
2) Che cosa rende tanto sconveniente, agli occhi del medico,
il dono ricevuto?
La scabrosità e l’indecenza delle decorazioni in
particolar modo. Per lui il candelabro è un dono ingombrante
e poco consono ai suoi gusti o, meglio, a quelli di un dottore
e di un uomo di famiglia rispettabile. Il dottore è, come
tutti, legato alle convenzioni, attento solo al proprio ruolo
e alle apparenze. Si preoccupa continuamente di ciò che
potrebbero credere i suoi paziente e di come verrebbe infranta
la rispettabilità sua, della sua dimora e del suo studio
se qualcuno vedesse quell’opera indecente e tentatrice.
E’ come un fantoccio che si preoccupa di più del
pensiero degli altri che dei suoi gusti e dei sentimenti di un
povero ragazzo come Sascia e di sua madre che cercano di sdebitarsi
come meglio possono.
3) In quali altre mani passa l’oggetto?
L’oggetto passa dalle mani del dottore a quelle dell’avvocato
Uchov, verso il quale è in debito per la trattazione di
una causa. Anch’esso cerca di disfarsene e dona il candelabro
dalle scabrose decorazioni al comico Sciaskin, a cui viene suggerito
di venderlo alla Smirnòv, la vecchia che compra bronzi
antichi, che è appunto la madre di Sascia. Ed ecco che
l’oggetto torna alla sua legittima proprietaria e, tramite
Sascia, di nuovo al medico.
4) Ti pare che le motivazioni che inducono i vari personaggi
a disfarsi del candelabro siano le stesse?
Sottolineare:
- da “ma… come esprimermi?…” a “tutta
la casa”;
- da “sono un uomo di famiglia…” a “delle
signore”;
- da “Qui da me viene mia madre…” a “scrupolo”;
- da “Io, già, abito…” a “le artiste!”.
Sì, le motivazioni che inducono i vari personaggi a disfarsi
del dono sono le stesse: è sconveniente tenere in casa
un oggetto così scabroso perché si rischia di infrangere
la propria rispettabilità e di essere oggetto di maldicenze.
Tutti riconoscono la sua bellezza, eppure nessuno di loro si arrischia
a lasciarsi alle spalle i pregiudizi verso quell’opera,
ad allontanarsi dalle convenzioni e dal rispetto delle apparenze
che li manovrano come pupazzi.
5) Come termina il racconto?
Il racconto termina con il ritorno, dopo qualche passaggio di
proprietà, del candelabro nelle mani del primo donatore.
L’oggetto viene infatti venduto dal comico alla madre di
Sascia. Suo figlio aveva detto al dottore che si dispiaceva solo
del fatto di non potergli donare anche la copia identica, così
gliela cede appena crede di esserne entrato in possesso. Il dottore
si trova quindi a dover accettare ancora una volta il dono che
ritiene tanto ingombrante e sconveniente.
6) Sascia è al corrente dell’itinerario del
candelabro? Motiva la tua risposta.
Secondo me no, altrimenti non sarebbe stato così felice
di ritrovarlo, ma si sarebbe sentito molto offeso.
Esercizi di comprensione
1) Il finale è tronco, aperto o a sorpresa?
Il finale è aperto e lascia al lettore la possibilità
di immaginare un proseguimento della storia, per esempio, Sascia
potrebbe accorgersi che quello è lo stesso candelabro che
ha già donato al dottore, oppure quest’ultimo potrebbe
rifiutare di accettarlo di nuovo, oppure potrebbe confessargli
di aver cercato di disfarsene e così via… E’
anche un finale a sorpresa.
2) Le sequenze sono per la maggior parte narrative, espositive
o dialogiche?
Le sequenze sono per la maggior parte dialogiche, ma vi sono anche
alcuni brevissimi tratti narrativi.
3) Elenca i personaggi che intervengono nel racconto e
di essi indica: l’attività svolta, il ceto sociale,
il modo in cui vengono presentati (presentazione diretta o indiretta).
I personaggi che intervengono nel racconto sono:
- Sascia, figlio unico, paziente invadente, è colui che
insiste nel donare il candelabro al dottore che gli ha salvato
la vita;
- il dottor Koscelkòv;
- l’avvocato Uchov, colui che riceve in dono il candelabro
dal dottor Koscelkov e lo regala a sua volta al comico Sciaskin;
- il comico Sciaskin che rivende il candelabro alla vecchia Smirnòv;
- il parrucchiere, che è solo una comparsa, e consiglia
al comico di vendere l’oggetto;
- la vecchia Smirnòv, che acquista bronzi antichi e li
rivende ai collezionisti, viene semplicemente nominata da altri
personaggi, che forniscono alcune informazioni su di lei.
Il dottor Koscelkòv e l’avvocato Uchov sono borghesi,
di ceto sociale medio-alto, al contrario di Sascia e sua madre,
che appartengono, come il comico Sciaskin, ad un ceto sociale
medio-basso. Del parrucchiere, essendo solo una comparsa, non
si sa molto. Dal consiglio che dà al comico sembra ingegnoso,
astuto.
I personaggi, ad eccezione di Sascia la cui presentazione è
sia diretta che indiretta, vengono presentati in modo indiretto,
attraverso il dialogo, le azioni e i pensieri che sono disseminati
all’interno del testo. Lo scrittore ricorre ad una tecnica
mista, infatti i personaggi si presentano soprattutto attraverso
il dialogo, ma talvolta li introduce qualche altro personaggio
che fa già parte della vicenda o il narratore stesso, la
cui voce è però ridotta al minimo.
4) Osserva le motivazioni che Sascia adduce per convincere
il dottore ad accettare il candelabro. Alcune di esse vengono
riprese quasi identiche da Koscelkòv nel suo incontro con
l’amico Uchov. Quali? Ti pare che i due personaggi siano
animati dalle stesse convinzioni? Motiva la risposta.
Sascia cerca di convincere il dottore ad accettare il suo dono
per non offendere né lui né sua madre e, perché,
quel regalo è un segno di gratitudine. Sascia è
molto affezionato a quell’oggetto di bronzo antico, che
gli ricorda suo padre. Cerca di convincere il dottore che si tratta
d’arte, di un candelabro bello ed elegante, che fa dimenticare
ogni cosa terrena. Il dottore, per liberarsi dell’oggetto,
riprende le frasi del suo paziente e fa notare all’avvocato
il movimento, l’espressione e la bellezza di quell’opera
d’arte, tralasciando i particolari che lo hanno indotto
a cercare di disfarsene. Certamente i due personaggi non sono
animati dalle stesse convinzioni: Sascia dona il candelabro al
suo benefattore in segno di gratitudine, non per disfarsene. Lui
lo considera realmente una bellissima opera d’arte e non
lo dice solo per convincere il dottore ad accettarlo. Sascia non
è attento alle convenzioni come i personaggi borghesi che,
ricevendo il candelabro, pensano soltanto a trovare il modo di
liberarsene, per difendere la propria reputazione.
5) Con quali aggettivi definiresti i personaggi del racconto?
(seri e dignitosi / ipocriti / opportunisti / irriconoscenti /
poco sensibili)
I personaggi del racconto che cercano di disfarsi dell’oggetto
ricevuto in dono sono troppo attenti alle convenzioni e a tutelare
la propria rispettabilità, quindi finiscono per diventare
ipocriti e poco sensibili pur di difendere la propria posizione
e il proprio ruolo.
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