Docente di Lettere - Scuola Superiore

 
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Nulla più di un libro ci fa consapevoli appartenere ad una comune umanità, illuminata e tormentata dalle medesime speranze e angosce. Il libro non sa dove va, chi incontrerà, come sarà accolto; esso viaggia in mezzo a noi come un meraviglioso enigma. […] Un grande libro racconta contemporaneamente molte storie; ed ogni lettore vi trova qualche cosa di diverso. Dunque, un grande libro è inesauribile, come inesauribili sono gli esseri umani, misteriosi a se stessi.[…] Non avere accesso al libro è dunque non avere accesso a noi stessi, alle zone più oscure, magiche enigmatiche; a ciò che in noi sogna, ama, teme, crede e dispera.

Giorgio Manganelli, Il libro e la lettura



 

Per una breve incursione nella contemporaneità, ecco una scelta di romanzi che hanno come protagonisti gli adolescenti!

Niccolò Ammaniti, Io e te, Einaudi 2010, 116 pagine
Barricato in cantina per trascorrere di nascosto da tutti la sua settimana bianca, Lorenzo, un quattordicenne introverso e un po' nevrotico, si prepara a vivere il suo sogno solipsistico di felicità: niente conflitti, niente fastidiosi compagni di scuola, niente commedie e finzioni. Il mondo con le sue regole incomprensibili fuori della porta e lui stravaccato su un divano, circondato di Coca-Cola, scatolette di tonno e romanzi horror. Sarà Olivia, che piomba all'improvviso nel bunker con la sua ruvida e cagionevole vitalità, a far varcare a Lorenzo la linea d'ombra, a fargli gettare la maschera di adolescente difficile e accettare il gioco caotico della vita là fuori. Con questo racconto di formazione Ammaniti aggiunge un nuovo, lancinante scorcio a quel paesaggio dell'adolescenza di cui è impareggiabile ritrattista. E ci dà con Olivia una figura femminile di fugace e struggente bellezza.

Silvia Avallone, Acciaio, Rizzoli 2010, 357 pagine
Nei casermoni di via Stalingrado a Piombino avere quattordici anni è difficile. E se tuo padre è un buono a nulla o si spezza la schiena nelle acciaierie che danno pane e disperazione a mezza città, il massimo che puoi desiderare è una serata al pattinodromo, o avere un fratello che comandi il branco, o trovare il tuo nome scritto su una panchina. Lo sanno bene Anna e Francesca, amiche inseparabili che tra quelle case popolari si sono trovate e scelte. Quando il corpo adolescente inizia a cambiare, a esplodere sotto i vestiti, in un posto così non hai alternative: o ti nascondi e resti tagliata fuori, oppure sbatti in faccia agli altri la tua bellezza, la usi con violenza e speri che ti aiuti a essere qualcuno. Loro ci provano, convinte che per sopravvivere basti lottare, ma la vita è feroce e non si piega, scorre immobile senza vie d'uscita. Poi un giorno arriva l'amore, però arriva male, le poche certezze vanno in frantumi e anche l'amicizia invincibile tra Anna e Francesca si incrina, sanguina, comincia a far male. Silvia Avallone racconta un'Italia in cerca d'identità e di voce, apre uno squarcio su un'inedita periferia operaia nel tempo in cui, si dice, la classe operaia non esiste più.

Alessandro D’Avenia, Bianca come il latte, rossa come il sangue, Mondadori 2010, 254 pagine
Leo è un sedicenne come tanti: ama le chiacchiere con gli amici, il calcetto, le scorribande in motorino e vive in perfetta simbiosi con il suo iPod. Le ore passate a scuola sono uno strazio, i professori "una specie protetta che speri si estingua definitivamente". Così, quando arriva un nuovo supplente di storia e filosofia, lui si prepara ad accoglierlo con cinismo e palline inzuppate di saliva. Ma questo giovane insegnante è diverso: una luce gli brilla negli occhi quando spiega, quando sprona gli studenti a vivere intensamente, a cercare il proprio sogno. Leo sente in sé la forza di un leone, ma c'è un nemico che lo atterrisce: il bianco. Il bianco è l'assenza, tutto ciò che nella sua vita riguarda la privazione e la perdita è bianco. Il rosso invece è il colore dell'amore, della passione, del sangue; rosso è il colore dei capelli di Beatrice. Perché un sogno Leo ce l'ha e si chiama Beatrice, anche se lei ancora non lo sa. Leo ha anche una realtà, più vicina, e, come tutte le presenze vicine, più difficile da vedere: Silvia è la sua realtà affidabile e serena. Quando scopre che Beatrice è ammalata e che la malattia ha a che fare con quel bianco che tanto lo spaventa, Leo dovrà scavare a fondo dentro di sé, sanguinare e rinascere, per capire che i sogni non possono morire e trovare il coraggio di credere in qualcosa di più grande.

Anthony McGowan, Il coltello che mi ha ucciso, Rizzoli 2009, 234 pagine
C'è una linea come una bugia che separa giustizia e perdizione. Sono anni che Paul ci cammina sopra, facendo attenzione a non pensare e a tenere gli occhi bassi, perché così bisogna fare se vuoi che gli altri - i genitori, i bulli, gli insegnanti - ti lascino in pace. Ma una mattina, a scuola, reagisce all'ennesimo scherzo, e all'improvviso stare in equilibrio su quella linea affilata come una lama non è più possibile. A chiamarlo verso la salvezza è Shane, il leader di un gruppo di ragazzi che ascoltano buona musica e si tengono lontano dai guai. Ma sono gli emarginati, quelli che tutti odiano. Dall'altra parte, dove è buio, c'è Roth, il ragazzo più violento della scuola, con il suo fascino oscuro e il rispetto misto a terrore che incute. Paul deve decidere da che parte stare. Ma precipitare da una parte o dall'altra dipende davvero da lui? Dipende davvero da noi?

Paolo Giordano, La solitudine dei numeri primi, Mondadori 2008, 304 pagine
Alice è una bambina obbligata dal padre a frequentare la scuola di sci. È una mattina di nebbia fitta, lei non ha voglia, il latte della colazione le pesa sullo stomaco. Persa nella nebbia, staccata dai compagni, se la fa addosso. Umiliata, cerca di scendere, ma finisce fuori pista spezzandosi una gamba. Resta sola, incapace di muoversi, al fondo di un canale innevato, a domandarsi se i lupi ci sono anche in inverno. Mattia è un bambino molto intelligente, ma ha una gemella, Michela, ritardata. La presenza di Michela umilia Mattia di fronte ai suoi coetanei e per questo, la prima volta che un compagno di classe li invita entrambi alla sua festa, Mattia abbandona Michela nel parco, con la promessa che tornerà presto da lei. Questi due episodi iniziali, con le loro conseguenze irreversibili, saranno il marchio impresso a fuoco nelle vite di Alice e Mattia, adolescenti, giovani e infine adulti. Le loro esistenze si incroceranno, e si scopriranno strettamente uniti, eppure invincibilmente divisi. Come quei numeri speciali, che i matematici chiamano "primi gemelli": due numeri primi vicini ma mai abbastanza per toccarsi davvero. Un romanzo d'esordio che alterna momenti di durezza e spietata tensione a scene rarefatte e di trattenuta emozione, di sconsolata tenerezza e di tenace speranza.

Luisa Mattia, Ti chiami lupo gentile, Rizzoli 2005, 221 pagine
Litorale romano. Piccola delinquenza, piccola criminalità, piccole estorsioni. Affidate a bande di ragazzi - a volte poco più che bambini - che credono solo in una legge: quella del più forte. Claudio non è diverso. Anche lui, per obbedire al padre, e perché così si fa, incendia, ruba, taglieggia. Però ha un suo senso della giustizia. E un amore che potrebbe salvarlo. Forse. Se tutto non si ridurrà a una rissa sulla spiaggia a colpi di coltello - per capire, ancora una volta, chi è il più forte.

David Grossman, Qualcuno con cui correre, Mondadori 2000, 364 pagine
Assaf è un sedicenne timido e impacciato cui viene affidato un compito singolare: ritrovare il proprietario di un cane abbandonato seguendolo per le strade di Gerusalemme. Correndo dietro all'animale, Assaf viene condotto di fronte a inquietanti personaggi, attraverso i quali ricompone i tasselli di un drammatico puzzle: la vicenda di Tamar, una ragazza solitaria e ribelle, fuggita da casa per andare a salvare il fratello, giovane tossicodipendente finito nella rete di una banda di malfattori. "Qualcuno con cui correre" è il ritratto di due adolescenti che si cercano, che forse si amano, che soffrono ma combattono con generosità per qualcosa che è dentro di loro.

Descrizioni tratte da: www.ibs.it

 

 

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