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di Leonardo Corsaletti, classe I^ H
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Il verso di Walt Whitman “O capitano, mio capitano”
è citato da Jhon Keating agli studenti della Walton Accademy,
i quali, al primo impatto con il loro nuovo professore di letteratura
inglese, rimangono impressionati dal suo insolito comportamento.
L’invocazione al capitano esprime il messaggio del film,
che si può brevemente esporre con una semplice frase latina,
“carpe diem”, detta dal professore durante la prima
lezione per far comprendere ai ragazzi il vero valore della vita.
Infatti spiega loro che nella vita si possono avere tante occasioni
ed è necessario coglierle tutte a braccia aperte senza
pregiudizi né rimpianti. Tutto ciò per spiegare
che la vita va vissuta “a fondo”. Invitato dall’insegnante,
uno studente legge alcuni versi di una poesia che tratta questo
tema: “e lo stesso fiore che sboccia oggi / domani appassirà
“; sono versi molto significativi, in quanto dicono chiaramente
che non abbiamo molto tempo per “sentirci vivi” e
il poco tempo a disposizione deve essere sfruttato come meglio
si può, facendo esperienze sempre nuove, provando le situazioni
“belle”, se così si possono definire, della
vita.
Il professore, parlando di Thoreau, uno dei suoi poeti preferiti,
spiega agli alunni quanto sia importante “succhiare tutto
il midollo della vita”, infatti Thoreau con la sua poesia
ci manda uno dei suoi messaggi più significativi per l’esistenza
umana. Egli suggerisce di vivere la nostra unica vita come meglio
si può, viverla in profondità, succhiandone il midollo,
per non scoprire in punto di morte di non essere vissuti. In pochi
versi ci spiega la sua teoria, che a mio parere trasmette un significato
profondo e che può cambiare completamente una persona.
Nelle sue lezioni il professor Keating cerca sempre di trasmettere
ai suoi allievi un messaggio significativo sulla vita dell’uomo.
Nella prima lezione porta i ragazzi a guardare le vecchie foto
degli alunni degli anni passati. Qui, ancora una volta, l’insolito
professore si distingue per il suo comportamento, infatti pronuncia
sotto voce “carpe diem” mentre gli alunni sono intenti
a guardare le foto. Dicendo “carpe diem” pronuncia
una frase scritta secoli fa, che ancora oggi usiamo per dire “cogli
l’attimo”. Questa minuta frase latina, racchiude in
sé un significato profondo che, durante la prima lezione,
Keating cerca di trasmettere agli alunni. Guardando le foto il
professore spiega agli allievi che coloro che li hanno preceduti
erano pieni di ambizioni, come lo sono loro, erano destinati a
grandi cose, come lo sono loro ma, purtroppo, non hanno fatto
in tempo a “cogliere il fiore prima che appassisca”,
cioè hanno aspettato troppo tempo per soddisfare le loro
ambizioni e per fare grandi cose. Gli alunni del passato non hanno
colto l’attimo, e il professore non vuole che questo accada
anche a loro, perciò dandogli questo insegnamento spera
che non facciano lo stesso errore e che colgano il fiore prima
che appassisca. Un’altra lezione che mi è rimasta
impressa è la sesta, nella quale il professore porta a
passeggio gli alunni nel cortile della scuola. Qui ognuno di essi
cammina con un passo diverso dagli altri. Il professore, evidenziando
questa differenza, fa capire agli alunni che ogni uomo è
diverso dall’altro. Molta gente, pur sentendosi “diversa”,
per farsi accettare dal gruppo muta il suo carattere o il suo
modo di fare; tutto ciò, secondo me, e secondo il professore,
è sbagliato perché un individuo deve mostrarsi per
come è e non per come gli altri vogliono che sia. Infatti
anche se una persona si sente “diversa” deve credere
che i suoi pensieri sono unici e rari e non deve nasconderli davanti
ad altra gente che non la pensa allo stesso modo. In questa lezione
il professore spiega agli alunni che devono rimanere “se
stessi” in tutte le situazioni della vita, inoltre, se ritengono
che un pensiero sia sbagliato, oppure non la pensano allo stesso
modo, devono dirlo e non devono aver paura delle conseguenze.
In seguito, citando Frost, il professore riassume la lezione in
pochi versi: “Due strade trovai nel bosco\ e io…..io
scelsi quella meno battuta. Per questo sono diverso”. Frost
nella sua poesia ci manda un messaggio significativo, infatti
lui, non scegliendo la strada percorsa da tutti, si differenzia
dal gregge e non ha paura di farlo, lo dice apertamente per invogliare
altre persone a seguire il suo esempio. Secondo me Frost è
riuscito ad esprimere uno dei problemi più costanti nella
storia dell’uomo, basti pensare a ciò che un ragazzo
è capace di fare per piacere a una ragazza. Cambierebbe
tutto ciò che a lei non piace, andrebbe a vedere noiosi
film d’amore, terrebbe in ordine la casa e tantissime altre
cose che non elenco, perché oltre ad essere la lista soggettiva,
sarebbe anche troppo lunga! Secondo me questi insegnamenti sono
“fatti per durare” e quindi potrebbero benissimo essere
attuati nella vita presente o futura. Un giovane del terzo millennio,
infatti, dovrà sempre vivere la vita al massimo, o dovrà
sempre cercare di cogliere l’attimo, rendendo la sua vita
straordinaria, o ancora dire le proprie idee senza pensare a ciò
che gli altri possano dire del suo parere. In generale il film
è stato molto istruttivo e soltanto adesso mi rendo conto
perché l’attore che ha recitato la parte di Neil
Perry ha detto nell’intervista che “girare l’attimo
fuggente” gli ha cambiato la vita. Infatti, questo film
ci dà tanti insegnamenti sulla vita, su come viverla al
meglio, su come comportarci, ma soprattutto questi insegnamenti
legati alla poesia alimentano lo spirito e la nostra anima, perché,
come dice Keating, è la poesia a tenerci in vita.
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