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Dead man walking
Regia di Tim Robbins – 1995
Con Susan Sarandon (Suor Helen Prejean), Sean Penn (Matthew Poncelet),
Margo Martindale (Suor Colleen), Celia Weston (Mary Beth Percy),
Raymond J. Barry (Earl Delacroix), R. Lee Ermey (Clyde Percy), Roberta
Maxwell (Lucille Poncelet)
Durata: 120 minuti
Ambientazione e trama: La
vicenda è tratta dall'omonimo libro autobiografico di suor
Helen Prejean. Dead man walking (uomo morto che cammina) è
il grido con cui i secondini accompagnano il condannato alla sala
dell'esecuzione. Matthew, accusato di stupro e omicidio, è
in attesa di sentire quelle parole terribili, e chiede aiuto a
Helen, suora laica cattolica, che accetta non senza perplessità
il difficilissimo ruolo di assistente spirituale del condannato.
La ricerca di una verità che redima invece di infierire
sul condannato dà a Helen la lucidità per conciliare
il senso di pietà e quello di giustizia e a Matthew la
forza per pentirsi sinceramente. L'esecuzione avviene per iniezione
in un carcere della Louisiana.
Punti di discussione:
1. “Ogni persona vale più della sua peggiore azione":
con queste parole suor Helen si impegna per il riscatto etico-religioso
del condannato a morte. Qual è il tuo pensiero a riguardo?
2. La domanda che pone il film non è se Matthew Poncelet
è colpevole o innocente. La domanda è: colpevole
o innocente che sia, è giusto ucciderlo?
Personaggi:
Suor Helen
Prejean, una suora laica che vive in un quartiere nero di New
Orleans per aiutare i diseredati e che, nel compimento della sua
missione di fede, viene a trovarsi al fianco di un condannato
a morte nell'ultimo periodo della sua vita.
Matthew
Poncelet. Non è l'innocente condannato per sbaglio, secondo
un topos ben noto al cinema hollywoodiano, ma uno stupratore assassino,
razzista, ignorante e antipatico. Ha tutte le ragioni per essere
odiato, eppure ha paura, come tutti, di morire.
I genitori
delle vittime. Il regista non nasconde nulla del dolore dei genitori
dei due ragazzi cui Matthew ha tolto la vita.
Da considerare:
1. Il duplice calvario: quello umano e materiale di Matthew e
quello spirituale di Suor Helen, che condivide il dolore di Matthew,
ma allo stesso tempo anche quello dei familiari delle vittime
sconvolte dalla perdita dei loro cari e in cerca di vendetta.
2. I diversi punti di vista: quello del condannato a morte ma
anche quello dei familiari, evidenziandone le psicologie.
3. La ritualità della pena di morte, nei piccoli, agghiaccianti
particolari (il pannolino e le ciabatte con cui viene preparato
il condannato) che evidenziano la fragilità del corpo e
dello spirito.
4. La rappresentazione della sequenza dell'esecuzione: che scelta
fa il regista nel filmare la scena? Qual è, a tuo avviso,
l’obiettivo che intende raggiungere? Quali effetti produce
tale sequenza nello spettatore?
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