Docente di Lettere - Scuola Superiore

 
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Se davvero avete voglia di sentire questa storia, magari vorrete sapere prima di tutto dove sono nato e com’è stata la mia infanzia schifa e che cosa facevano i miei genitori e compagnia bella prima che arrivassi io, e tutte quelle baggianate alla David Copperfield, ma a me non mi va proprio di parlarne. Primo, quella roba mi secca, e secondo, ai miei genitori gli verrebbero un paio d’infarti per uno se dicessi qualcosa di troppo personale sul loro conto. Sono tremendamente suscettibili su queste cose, soprattutto mio padre. Carini e tutto quanto – chi lo nega – ma anche maledettamente suscettibili. D’altronde, non ho nessuna voglia di mettermi a raccontare tutta la mia dannata autobiografia e compagnia bella.

J.D. Salinger, Il giovane Holden

 


Cineforum di Geografia: riassunto del film “Central do Brasil”

Dora (Fernanda Montenegro) è un’ex insegnante che si guadagna da vivere scrivendo lettere per conto dei tanti analfabeti che si riversano quotidianamente nella principale stazione ferroviaria di Rio de Janeiro. I pendolari, che ogni giorno arrivano in città dai sobborghi più poveri, si rivolgono a lei nella speranza di contattare parenti scomparsi, amori passati o presenti, o più semplicemente per raccontare a qualcuno la propria vita nei minimi dettagli. Per ogni lettera Dora chiede l’equivalente di un dollaro, un dollaro in più se è lei stessa che poi dovrà spedire. Tra i clienti della donna ci sono Ana (Soia Lira) e suo figlio Josué (Vinicius de Oliveira). Josué ha nove anni e un solo desiderio: conoscere il padre che non ha mai incontrato e che vive in un paese sperduto del Brasile nord-orientale.
Avendo maturato nel tempo una stoica indifferenza ai drammi che le vengono raccontati, Dora sceglie arbitrariamente quali lettere spedire e quali no. Ogni sera prende la metropolitana e torna nel suo appartamento ai limiti della città. Qui, insieme alla sua amica e vicina di casa Irene (Marilla Pera), che vive da sola come Dora, legge ad alta voce le lettere che ha scritto durante la giornata. Quelle che le due donne giudicano importanti – poche in verità –vengono spedite, mentre tutte le altre vengono buttate in spazzatura. Se le due amiche non sono d’accordo, la lettera finisce in un cassetto, in attesa di un secondo verdetto. Anche la lettera di Ana e Josué fa questa fine.
Ma la vita di Dora sta per cambiare in maniera radicale. Il giorno seguente Ana e Josué arrivano in stazione per dettare una seconda lettera per il padre del ragazzo, ma subito dopo Ana viene investita da un autobus e muore, davanti agli occhi impietriti del figlio. Solo e senza alcun parente a Rio de Janeiro, Josué vaga senza meta nella grande stazione. La gente che passa frettolosa, non si cura di lui. Stanco e disorientato si siede su una panchina e vi rimane immobile per tutta la notte. Il giorno seguente cerca di riavvicinare Dora, l’unica persona che conosce, vorrebbe dettarle una nuova missiva, ma la donna lo scaccia in malo modo e lui invano le sta alle costole fino a sera e rincorre il vagone sul quale Dora viaggia per tornare a casa. Rimasto di nuovo solo, dopo aver visto la polizia scacciare dalla stazione diversi ragazzini, Josué si rincantuccia in un angolo per terra e si addormenta. La mattina dopo la stazione si rianima e un vigilantes insegue e uccide freddamente un ragazzo che aveva rubato una radio. Dora scorge Josuè che dorme in un angolo e, inaspettatamente, gli offre un panino che però lui rifiuta. Da subito gli è chiaro che la donna non lo sopporta e che le attenzioni che gli rivolge non sono dettate da generosità o altruismo, ma probabilmente da qualche altro secondo fine. Nonostante ciò, quando lei lo invita a casa sua, seppur con poca convinzione, si vede costretto ad accettare. Lì conosce anche Irene e, in compagnia delle due donne, si sente un po’ più sereno e protetto. Ma l’illusione di aver trovato qualcuno che si occupi di lui dura ben poco: Dora infatti lo conduce presto in una “casa per le adozioni” e lo lascia nelle mani di una donna in cambio di un bel gruzzolo di soldi (1000 dollari).
Con il denaro ricevuto si compra un televisore nuovo e tutta fiera lo porta a casa e lo mostra subito a Irene. L’amica immediatamente capisce l’accaduto e, disapprovando totalmente il comportamento di Dora cerca di aprirle gli occhi e di farle capire che Josué non verrà mai dato in adozione, ma piuttosto ucciso per venderne poi illegalmente gli organi.
Attanagliata dai sensi di colpa per ciò che ha commesso, Dora ci ripensa, si precipita a recuperare Josué, lo salva e si offre – anche per sfuggire ai trafficanti d’organi che l’hanno minacciata di morte – di accompagnarlo alla ricerca del padre nella regione del Nord-Est.
Josué inizialmente rifiuta qualsiasi contatto con la donna, non vorrebbe avere più nulla a che fare con colei che lo ha già tradito due volte non spedendo la lettera del padre e cercando di sbarazzarsi di lui. Ma, cosciente che Dora è in fondo l’unica che lo può aiutare, alla fine accetta di intraprendere il lungo viaggio insieme a lei.
Di notte, a bordo di un pullman, inizia così la loro lunga odissea. Per molti chilometri i due, benché seduti vicino, si ignorano o, se si rivolgono la parola, lo fanno con un tono freddo, distaccato e reciproca aggressività. Quando però Dora decide di lasciare un’altra volta solo Josué, affidandolo all’autista del pullman, il bambino non accetta questa nuova separazione e, mentre la donna acquista un biglietto ferroviario per tornare a Rio, anche lui – di nascosto – scende dal pullman e l’aspetta silenzioso nel bar.
Solo quando l’automezzo riparte, Dora si accorge che Josué ha dimenticato sui sedili lo zainetto con tutto il denaro.
Abbandonata l’idea di tornare a casa, Dora si piega al destino e decide di proseguire il viaggio con
Josué, sfruttando un passaggio offerto loro da un gentile camionista.
A poco a poco, viaggiando attraverso paesaggi sempre meno familiari, sistemati alla meglio su vari mezzi di fortuna, i due compagni di strada cominciano a superare la loro iniziale avversione. Sullo sfondo di vasti e maestosi paesaggi, attraversando alterne sventure, i due viaggiano cioè sempre più l’uno verso l’altro, oltre che nel profondo di se stessi.
Giunti nel deserto i loro dialoghi i fanno via via più intimi e profondi e quando arrivano a Bon Jesus – località dove dovrebbe vivere il padre di Josué –fra loro sembra ormai nata una vera amicizia. Chiedendo informazioni agli abitanti del luogo, Dora e Josué raggiungono una piccola casa nel deserto del Nord-Est dove dovrebbe abitare il padre. E in effetti lì vive un uomo che sembra rispondere al nome di Jesus, peccato che abbia un’altra moglie e dei figli…La delusione sta spingendo Josué ad andarsene senza dir nulla, quando scopre di essere caduto in un equivoco: l’uomo è il nuovo inquilino che, casualmente, porta un nome simile a quello di suo padre. Questo dà loro il nuovo indirizzo a cui devono rivolgersi, così Dora e Josué riprendono la ricerca. Affamati, stanchi e squattrinati vagano per la città di Bon Jesus e si ritrovano nel mezzo di una grande celebrazione religiosa in onore del Bambino Gesù e a Josué viene una brillante idea: Dora può scrivere per tutti i pellegrini analfabeti lettere di intercessione a Padre Cicero e al Santo. Detto, fatto, improvvisa un banchetto e inizia a richiamare l’attenzione della folla. I clienti si accalcano numerosi e consentono ai due di racimolare i soldi necessari, non solo per mangiare e per permettersi di passare la notte in un letto decente, ma anche per comprarsi abiti nuovi e per concedersi qualche piccolo sfizio, compresa una foto che si fanno scattare mentre stanno sorridenti in posa.
Traccia dopo traccia alla fine giungono presso una modesta abitazione dove, secondo le ultime informazioni raccolte, dovrebbe trovarsi Jesus. Ma neanche questa volta hanno fortuna: l’uomo pare essere sparito tempo addietro, probabilmente per recarsi a Rio alla ricerca della moglie…In compenso però Josué scopre di avere due fratelli: Isaias e Moises. Nemmeno loro sanno più dov’è il padre, ma sono molto felici di conoscere Josué e lo invitano a rimanere. Il piccolo, ormai legato da affetto profondo a Dora, vorrebbe che anche lei restasse lì insieme a lui. Ma alle prime luci dell’alba, mentre i tre fratelli dormono, Dora decide di andarsene. Cercando di non farsi sentire si alza, si prepara e, dopo aver lasciato una lettera per Josué, si avvia lungo la strada deserta.
Josuè si sveglia di soprassalto e, quando si accorge dell’assenza della donna, si precipita fuori alla sua ricerca. Corre all’impazzata in mezzo alla via ancora addormentata, ma quando arriva in prossimità del pullman lo vede allontanarsi all’orizzonte e capisce che Dora questa volta se n’è andata per sempre. Nel viaggio di ritorno Dora piange e intanto scrive una lettera commovente a Josué.
Chissà se gliela spedirà…

 
   

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