Docente di Lettere - Scuola Superiore

 
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Sono stato ubriaco più di una volta, le mie passioni non sono mai state distanti dalla pazzia, e dell’uno e dell’altro non mi pento: perché ho imparato nella mia misura a comprendere come tutte le persone straordinarie, che abbiano compiuto qualcosa di grande, qualcosa di apparentemente impossibile, da sempre dovettero passare da ubriachi e pazzi.

Goethe, I dolori del giovane Werther

Questa pagina è a completa disposizione degli studenti: potete inserire pensieri, poesie, canzoni che amate, disegni, qualunque cosa insomma, a patto che rispecchi la vostra personalità, consenta di mettere in luce i vostri interessi e, soprattutto, sia frutto di originalità.
 
   
 

Mi chiamo Veronica e da tre mesi frequento la I^ H del Liceo scientifico.
Quando con mia mamma sono andata alla seconda riunione estiva, il preside ha fatto unelenco di tutti gli ora miei compagni di classe, e quando li ha letti ad alta voce ho
riconosciuto solo il nome mio e quello di Stefanie.
Per due mesi sono rimasta con la vergogna di dovermi presentare ai miei compagni, e col timore di non essere accettata… Sono arrivata anche a pensare che avrei potuto
frequentare le lezioni isolata in un angolo della classe senza dover per forza fare amicizia con tutti gli altri ragazzi. Questo non perché io non volessi creare un rapporto d’amicizia con loro, ma perché ero sicura di non essere accettata come tutti gli altri e perché avevo paura di rompere quel forte legame che legava alcuni degli altri compagni fin dalle medie.
E inoltre, parlando per esperienza, so benissimo che è facile emarginare qualcuno, magari soltanto per il fatto che porta gli occhiali, e so benissimo come ci si sente a esserne la vittima. Ho frequentato le medie a Mombaroccio (un paesino dove la scuola era composta solo da quattro classi) e già lì c’erano questo tipo di cose, figurarsi nelle grandi scuole di città.
A quasi sei mesi di distanza da quella riunione, mi rendo conto di avere un po’ esagerato, anche perché, forse per opera di un miracolo, sono riuscita a farmi accettare, anche se, devo dire la verità, pensavo fosse più difficile: sono stata (penso sempre) me stessa, anche se a volte sono stata davvero insopportabile!
Ma il merito di tutto ciò è dei miei compagni che fin dal primo giorno mi hanno trattata
come se mi conoscessero da sempre, e anche se all’inizio mi sentivo un po’ impacciata, ora devo riconoscere che voglio loro un casino di bene.
Ultimamente sono stata un po’ depressa, ma nelle mattinate che passavo con loro mi
sentivo come il centro attorno al quale gira tutto, l’oggetto dei loro discorsi, delle loro
battutine ironiche, delle loro chiacchierate.
Con questo messaggio voglio solo dire loro un grazie profondo, per tutto quello che hanno fatto per me e che sono sicura continueranno a fare.
Un’ultima cosa: gli anni che trascorrerò con voi saranno i più belli della mia vita.
Vi voglio bene.

Veronica

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