Docente di Lettere - Scuola Superiore

 
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La verità della vita è dove ci portano le nostre emozioni.

Giuseppe Conte, poeta

 
I quattrocento colpi
(Les quatre-centes coups)
Regia di François Truffaut – Francia, 1959
Con Jean-Pierre Léaud (Antoine Doinel), Albert Rémy (padre di Antoine), Claire Maurier (madre di Antoine), Guy Decomble (il maestro)
Durata: 101 minuti



Vicenda: Antoine Doinel, 14 anni, vive con la madre e il padre adottivo a Parigi, in un appartamento talmente piccolo che il ragazzo è costretto a dormire nell’ingresso. L’incomprensione della famiglia e della scuola lo spingono a commettere azioni trasgressive: ruba i soldi, marina la scuola, mente sistematicamente ai genitori e all’insegnante, finché non viene arrestato e, con il consenso dei genitori, è destinato ad un centro di osservazione per minori delinquenti.

Questionario per la discussione:
1. In che modo Antoine è differenziato dagli altri suoi compagni nel corso della sequenza d’apertura del film (sino al momento della punizione)? Pensa al ruolo qui ricoperto dalle azioni del personaggio e dall’uso dei movimenti della macchina da presa.
2. In che modo nella prima sequenza del film vengono sottolineati il rapporto con il potere e la natura ribelle e trasgressiva di Antoine?
3. Perché è importante la scena che ritrae un compagno di Antoine mentre tenta vanamente di star dietro alla dettatura del maestro?
4. Quale valore, quali significati può assumere la scena in cui vediamo Antoine, solo, seduto davanti alla toilette della madre?
5. Quale dialogo fra la madre e il patrigno di Antoine si fa espressione della realtà di emarginazione vissuta dal giovane anche all’interno della famiglia? In che senso il luogo in cui dorme gioca la stessa funzione?
6. Per quale motivo il regista ha scelto di insistere così a lungo sulla scena della giostra rotante? Quale ambivalente significato può assumere?
7. La scena del cero che Antoine accende in onore di Balzac e che poi finisce per dar fuoco a delle tendine esprime bene una delle realtà fondamentali vissute dal personaggio. Quale? Rifletti particolarmente su come in Antoine l’essere e l’apparire siano fortemente scissi tra loro.
8. Quali sono le analogie e le differenze tra le realtà familiari vissute da Antoine e René?
9. Prima di essere accompagnato nel centro di osservazione minorile, Antoine è seduto alcune ore in commissariato. In quale modo il film ne sottolinea qui il carattere di emarginato fra gli emarginati?
10. Quali sono gli argomenti principali affrontati da Antoine nel suo “monologo” con la psicanalista? Che importanza vi gioca il tema del passato? Con quali particolari soluzioni è rappresentato questo monologo?
11. Com’è costruita la scena della lunga fuga di Antoine verso la spiaggia? Quale effetto ottiene tale realizzazione?
12. Qual è, secondo te, il senso finale del film? Cosa rappresenta simbolicamente il mare? Come interpreti il fermo fotogramma con cui si conclude il film?

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