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Il piccolo grande uomo
Regia di Arthur Penn – USA, 1970
Con Dustin Hoffman (Jack Crabb), Faye Dunaway (Mrs. Pendrake, moglie
del reverendo), Richard Mulligan (generale Custer), Chief Dan Gorge
(Old Lodge Skins, Cotenna di Bisonte)
Durata: 142 minuti
Vicenda: Ottocento. Territori del west. Jack
Crabb, figlio di pionieri trucidati dagli indiani, viene allevato
in una tribù di pellirosse, dai quali viene chiamato Piccolo
grande uomo per la sua bassa statura unita a un grande coraggio.
Proprio quando è ormai perfettamente integrato nella comunità
indiana, viene catturato in uno scontro ed è affidato ad
una famiglia di bianchi, dalla quale fugge per diventare di volta
in volta commerciante, pistolero, truffatore, ubriacone. Infine
si arruola nell’esercito del generale Custer e partecipa
alla battaglia di Little Big Horne. ll film è tratto dal
libro di B.L. Thomas, Le memorie di un viso pallido.
Punti di discussione:
1. Le tappe della vita di Jack e il suo tentativo di dare un significato
alla propria esistenza attraverso l’assunzione di ruoli
diversi: commerciante, pistolero, truffatore, ubriacone, soldato.
2. Il rapporto tra Jack e Cotenna di Bisonte, l'uomo che lo ha
allevato.
3. La vita quotidiana degli indiani, con tutto ciò che
la caratterizza (amori, gelosie, perfino l’omosessualità).
4. La violenza, l’ipocrisia e la corruzione morale dei colonizzatori
bianchi.
5. Il disagio sociale dei giovani e la ricerca di un’identità
difficile da trovare.
6. La tragedia del genocidio degli indiani d’America.
7. L’impegno politico nel cinema americano degli anni Settanta:
la polemica nei confronti della guerra in Vietnam.
Personaggi:
• Jack Crabb (Dustin Hoffman): è il protagonista
del film, un uomo diviso fra due mondi, due culture e due abitudini
di vita diversissime.
• Cotenna di Bisonte (Chief Dan Gorge): è il vecchio
capo indiano, saggio ed ingenuo, "nonno" affettuoso
di Jack ma anche coraggioso guerriero. Perdendo la vista, acquista
una maggiore consapevolezza di ciò che gli è intorno.
• Generale Custer (Richard Mulligan): pazzo ed esaltato,
il personaggio è proposto in chiave caricaturale, vestito
come un buffone da rodeo. Innesca con il protagonista un improbabile
duello verbale a pochi attimi dalla battaglia di Little Big Horn.
Da considerare:
1. I miti (bianchi) “smitizzati” della tradizione
del western cinematografico: la carovana, la cavalleria, la formicolante
città dei pionieri, il pistolero, il saloon, l’etica
del lavoro, il sentimento religioso dei colonizzatori.
2. Il taglio ironico dato alla storia attraverso l’alternarsi
equilibrato di scene di commedia e di sequenze di grande drammaticità.
3. La rievocazione della civiltà indiana sullo sfondo di
paesaggi naturali affascinanti ed evocativi.
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