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Testi
in prosa
Il
treno ha fischiato di
Luigi Pirandello
Quadro iniziale: la novella si apre con una sequenza
dialogica in cui le voci dei colleghi di lavoro del protagonista
informano il lettore di quanto è avvenuto.
Caratteri di:
Personaggi (protagonista e colleghi): ipocrisia dei colleghi.
Il narratore fa capire di avere una spiegazione all’accaduto,
ma decide di non svelarlo subito; lo farà nella seconda
parte.
Narratore onnisciente, conosce tutto su Belluca e sulla sua famiglia.
Motivo per cui è alienato
Motivi-chiave
Umorismo:
avvertimento e sentimento del contrario
Vita (erompere
della ribellione – treno come simbolo: la vita è
qualcosa di fluido, incessante, che scorre via come le immagini
dell’allucinazione di Belluca- stazione come estraneità
alla vita troppa vita è come essere estranei alla vita:
“s’era ritrovato a spaziare anelante nel vuoto arioso”
– insistenza sui sensi che chi vive nella forma non ha)
vs. Forma (famiglia, lavoro prigione). Da questo si può
uscire solo con la fuga nell’immaginazione o nella pazzia
(cf. Gioanola che dice, però, che aderire completamente
alla vita è impossibile per l’uomo perché
egli è scisso e non potrà mai essere una cosa sola,
troverebbe il vuoto attorno a sé, cf. Mattia Pascal. E’
impossibile godere di quella vita di cui parla Pirandello, anche
perché la condizione universale dell’uomo è
quella dell’alienazione)
Casualità
degli eventi: irrompe nella vita delle persone e la stravolge.
Non c’è posto per una spiegazione razionale degli
eventi (“un qualunque lievissimo inciampo impreveduto”).
Vedi Mattia Pascal o Moscarda: non è più possibile
spiegare il reale attraverso rapporti di causa-effetto, perché
è caduta ormai la fiducia nella ragione e nella scienza
(cf. Gadda, La cognizione del dolore). All’aspetto della
prodigiosità dell’irruzione della vita si collega
Montale, che parla di prodigio del manifestarsi del vero volto,
tragico, del reale)
Tema del
lavoro (alienazione della macchina dell’uomo computista
e stato animalesco dell’uomo-somaro alienato metamorfosi
kafkiana, stile espressionistico “imbizzire, “imbracato”,
“imbestialito” che rappresenta questa condizione bestiale
ed è un riflesso linguistico del grottesco, della deformazione
del reale). Cf., anche, Bartleby lo scrivano di Melville.
Tema della
malattia (cf. Svevo)
Tema del
dolore (solo chi si rende conto può provare dolore) e dell’alienazione.
In fondo tutti sono alienati, anche i colleghi di Belluca desiderano
l’azzurro, ma non essendo consapevoli di ciò, non
ne soffrono. In questo caso a rendersene conto è il narratore,
per questo alla fine c’è una sovrapposizione tra
lui e Belluca.
“Naturalissimo”
e “azzurro” sono due parole-chiave (azzurro lo è
anche in Montale, è come uno squarcio di vita) ed entrambe
richiamano la natura, la vita e l’esuberanza.
Il tempo:
anticipazioni e sovrapposizioni di piani temporali. Tipico del
romanzo del ‘900: non più sviluppo cronologico degli
eventi, ma sovrapposizione di piani temporali (Joyce, Wolf, Svevo)
Narratore
omodiegetico onnisciente. Punto di vista: prima quello dei colleghi,
poi quello del narratore (che dice, quasi con supponenza, sempre
“naturalissimo”), infine quello di Belluca, con la
sovrapposizione col punto di vista del narratore. La tecnica espressiva
dell’ultima parte è quella dell’indiretto libero.
Differenza con l’uso che ne viene fatto dal verismo: lì
per riprodurre il parlato popolare, qui per sovrapporre le diverse
voci (cf. Bachtin), in chiave psicologica.
Stile: termini
specialistici, medici. La lingua della scienza, messa in bocca
ai colleghi, esprime sicurezza, fiducia nella scienza ed è
propria dei personaggi non consapevoli della tragicità
della vita. Esprime, tra virgolette, una condizione umana contrapposta
alla condizione animalesca di Belluca, una deformazione che è
indice, ancora prima dell’erompere della vita attraverso
il fischio del treno, del suo essere “fuori di chiave”.
Ricordiamoci anche dell’epitelioma dell’Uomo dal fiore
in bocca, termine medico che dietro l’aspetto dolce del
significante nasconde la morte. La contaminazione dei registri
linguistici è anche un riflesso dell’umorismo e della
discordanza che esso necessariamente mostra.
Utilizzo
didattico: inserimento in un modulo per genere dal titolo “L’evoluzione
della narrativa moderna” all’interno del quale si
preveda l’esame del narratore come garanzia di oggettività
(Verga), come portavoce della rappresentazione molteplice della
realtà (Pirandello) e come parodia dell’oggettività
(Svevo). Un confronto tra Verga e Pirandello potrebbe poi mostrare
la differenza tra la rappresentazione oggettiva della realtà
e quella della crisi della realtà.
In relazione
al testo in questione, i prerequisiti dovrebbero prevedere un
inquadramento storico e biografico dell’autore e la conoscenza
degli aspetti fondamentali della sua poetica, come la teoria dell’umorismo
e il contrasto vita-forma.
Gli obiettivi:
osservare come in questo testo emergano i principali temi della
poetica pirendalliana
Procedura:
lettura, analisi delle sequenze, osservazioni su fabula e intreccio,
domande per fare emergere i motivi-chiave, esame del ruolo del
narratore
Verifica
e valutazione: confronto con altri testi sugli impiegati o con
un diverso tipo di narratore; questionario di verifica
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