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Verifiche
semistrutturate

Quesiti
a risposta multipla, breve e sintetica su Giacomo Leopardi
1. Luoghi e date di
nascita e morte di Leopardi:
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2. Aspetti fondamentali della vita di Leopardi:
(a) Carlo e Paolina sono i suoi fratelli,
il padre è Monaldo (letterato), la madre Adelaide Antici.
(b) Nel 1819 si colloca la cosiddetta conversione letteraria,
cioè dalla filologia Leopardi passa alla poesia. E' tutta
una educazione di lingua e di stile, che, muovendo dal Monti,
passa per Mosco, Omero, Virgilio, Esiodo, con relative traduzioni.
(c) Nel 1817 inizia il rapporto epistolare con Pietro Giordani
e si innamora della cugina Gertrude Cassi.
(d) Nel 1818 partecipa alla polemica classico-romantica col Discorso
di un italiano sulla poesia romantica (non pubblicato), in cui
condanna l'eccessivo e artificioso sentimentalismo e il gusto
dell'orribile, mentre esalta la poesia dei Greci e dei Romani.
(e) Tra il 1822 e il 1825 è a Roma, ospite dello zio Carlo
Antici.
(f) A Pisa, nel 1828, scrive le Operette Morali.
3. Il pessimismo storico:
(a) Caratterizza la prima fase, che va dalla "conversione
letteraria" alla crisi del 1819 e fino al 1822, ed è
espressione, come dice il Luporini, di una profonda "delusione
storica" per la situazione dell'Europa e dell'Italia dopo
la Restaurazione.
(b) Si inseriscono, tra le cause di tale pessimismo, anche il
trauma provocato dal fallito tentativo di fuga nel '19, nonché
le sofferenze fisiche personali.
(c) La ragione appare in opposizione alla natura, che è
madre matrigna che impedisce all'uomo di essere felice.
(d) Vi è una contrapposizione tra gli antichi, ancora vicini
alla natura e i moderni, condannati al "tedio".
4. Il pessimismo cosmico:
(a) L'aspirazione umana alla felicità e al
piacere è destinata a essere insoddisfatta, perché
la natura dell'uomo comporta malattie, vecchiaia, fugacità
del piacere.
(b) Il passaggio dal pessimismo storico al pessimismo cosmico
è documentato soprattutto dalle Operette Morali.
(c) Il concetto di ragione viene demistificato in quanto inutile
al conseguimento della felicità umana.
(d) Il pessimismo non discende più da considerazioni di
ordine storico, ma anche e soprattutto da considerazioni di ordine
filosofico.
5. Il pessimismo eroico o titanismo:
(a) E' la terza fase, iniziata nel 1830, con il
definitivo abbandono di Recanati.
(b) L'Operetta Morale dal titolo Dialogo di Tristano e di un amico
rientra in questa fase.
(c) In questa fase Leopardi vede nel suicidio una soluzione alle
molte sofferenze umane.
(d) Il poeta non cerca più conforto neppure nella memoria
e assume un impegno morale, un invito alla solidarietà
tra gli uomini contro la comune "inimica", la natura.
6. "O natura, o natura, /
perché non rendi poi / quel che prometti allor? Perché
di tanto / inganni i figli tuoi? / Tu pria che l'erbe inaridisse
il verno, / da chiuso morbo combattuta e vinta, / perivi, o tenerella.
E non vedevi / il fior degli anni tuoi; / non ti molceva il core
/ la dolce lode or delle negre chiome, / or degli sguardi innamorati
e schivi; / né teco le compagne ai dì festivi ragionavan
d'amore." A quale testo appartengono questi versi? Precisa
se si tratta di un piccolo o grande idillio, quindi contestualizzali.
(max 10 righe)
7. "Si rallegra ogni core. / Sì dolce,
sì gradita / quand'è, com'or, la vita? / quando
con tanto amore / l'uom a' suoi studi intende? / o torna all'opre?
O cosa nova imprende? / quando de' mali suoi men si ricorda? Piacer
figlio d'affanno..." A quale testo appartengono questi versi?
Si tratta di una lirica che sviluppa in sede poetica il concetto
di inconsistenza del piacere umano. Riassumi questa concezione,
particolarmente importante nel pensiero leopardiano. (max 10 righe)
8. "La donzelletta vien dalla campagna,
/ in sul calar del sole, / col suo fascio dell'erba; e reca in
mano / un mazzolin di rose e di viole, / onde, siccome suole,
/ ornare ella si appresta / dimani, al dì di festa, il
petto e il crine. / Siede con le vicine / su la scala a filar
la vecchierella, / incontro là dove si perde il giorno;
/ e novellando vien del suo buon tempo, / quando ai dì
della festa ella si ornava, / ed ancor sana e snella / solea danzar
la sera intra di quei / ch'ebbe compagni dell'età più
bella." A quale testo appartengono questi versi? Precisa
se si tratta di un piccolo o grande idillio, quindi contestualizzali.
(max 10 righe)
9. "Or poserai per sempre,
/ stanco mio cor. Perì l'inganno estremo, / ch'eterno io
mi credei. Perì. Ben sento, / in noi di cari inganni, /
non che la speme, il desiderio è spento. / Posa per sempre.
Assai / palpitasti. Non val cosa nessuna / i moti tuoi, né
di sospiri è degna / la terra. Amaro e noia / la vita,
altro mai nulla; e fango è il mondo". A quale testo
appartengono questi versi? Quali sono gli espedienti espressivi
cui ricorre il poeta in questa lirica e che la differenziano nettamente
dai cosiddetti idilli? (max 10 righe)
10. "Gli anni della fanciullezza
sono, nella memoria di ciascheduno, quasi i tempi favolosi della
vita; come, nella memoria delle nazioni, i tempi favolosi sono
quelli della fanciullezza delle medesime." (da Pensieri,
Adelphi, Milano, 1982) Leopardi paragona la fanciullezza degli
individui all'antichità delle nazioni. Su quali elementi
si basa questo paragone? (max 5 righe)
L'insegnante
(Prof. Francesca Gasperini)
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