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Io non ho paura
Regia di Gabriele Salvatores – 2003
Con Giuseppe Cristiano (Michele), Mattia Di Pierro (Filippo), Aitana
Sànchez-Gijòn (Anna), Dino Abbrescia (Pino), Giorgio
Caroccia (Felice), Antonella Stefanucci (Assunta), Diego Abatantuono
(Sergio)
Durata: 109 minuti
Ambientazione: Tratto dall’omonimo
romanzo di Niccolò Ammaniti, il film è ambientato
in un sud archetipico, popolato da figure che vivono di un immediato
valore simbolico (il padre, la madre, il bambino) e delinea un
esemplare percorso di crescita: l’abbandono del mondo dell’infanzia
attraverso una dolorosa presa di coscienza.
Punti di discussione:
1. Cosa pensi, come valuti i due giovani protagonisti del film?
Cosa avresti fatto tu nei panni di Michele? Cosa avresti fatto
tu nei panni di Filippo? Cosa ne pensi del comportamento della
madre di Michele? E del padre? Come giudichi la famiglia di Michele?
Perché è proprio un tipo come Michele a scoprire
Filippo? Cosa genera l’amicizia fra i due? Se ti capitasse
ciò che è accaduto a Michele riusciresti a tenere
per te questo grande segreto o lo confideresti a qualcuno? Perché?
2. L’incontro con la diversità: un evento pericoloso,
da temere e evitare o un’opportunità per crescere
e arricchirsi dell’alterità sconosciuta?
3. Gli ‘ingredienti’ necessari per crescere: il coraggio,
la lealtà, la conoscenza, la capacità di ‘guardare’,
la fiducia in sé e negli altri, l’aiuto reciproco,
l’amicizia, la solidarietà.
4. Le paure: come si manifestano, quali sono, dove e come si sentono,
come si possono superare.
5. I modi per affrontare l’abbandono, la solitudine, la
paura.
6. La capacità di andare oltre le apparenze.
7. I luoghi archetipi delle paure infantili: la grotta, lo sgabuzzino
buio, lo spazio sotto il letto, il bosco…
8. I luoghi dell’interdizione e i luoghi proibiti, da non
violare.
Personaggi:
Michele
(Giuseppe Cristiano), un bambino di dieci anni, che vive con i
genitori e la sorellina più piccola in un casolare sperduto
nella campagna del sud Italia.
Filippo
(Mattia Di Pierro), un bambino rapito che Michele trova sporco,
affamato e legato al terreno con una catena che gli stringe la
caviglia.
Sergio (Diego
Abatantuono), un amico del padre di Michele, venuto dal nord per
seguire “certi affari”.
Da considerare:
1. La dialettica degli opposti: buio/luce, alto/basso, chiuso/
aperto, le viscere della terra/il cielo, le creature notturne
del sottosuolo/gli animali diurni del cielo, il ragazzo moro/il
ragazzo biondo, gli adulti/i bambini.
2. La figura della madre e quella del padre.
3. Il gruppo dei pari: relazioni, gioco e tempo libero.
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