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L’11
Settembre 2001 attraverso le canzoni dell’album “The
rising” di Bruce Springsteen (per il biennio e il triennio)
Inserita in un modulo interdisciplinare dal titolo “Occidente
e mondo islamico: civiltà a confronto nell’era della
globalizzazione”, questa unità didattica ha previsto
un coordinamento tra le discipline di italiano, storia e inglese,
e ha condotto gli allievi ad elaborare una recensione del CD musicale
di B. Springsteen, interamente dedicato ai tragici avvenimenti
dell’11 Settembre 2001.
Percorso
Modalità
di lavoro
Testi
delle canzoni
Scheda
di analisi delle canzoni
Bruce
Springsteen biography
Verifica
finale

Percorso
Il percorso può cominciare
con "
Paradise" : la voce narrante in apertura
è un attentatore suicida di nazionalità non specificata.
I 15 brani hanno per protagonisti personaggi che hanno perso i
loro cari, sono permeati dalle ripercussioni dell'11 settembre,
ma non ci sono fanatismo o moralismo, solo storie di singoli individui
di tutte le parti in causa.
Si passa quindi ad "
Empty Sky", ovvero:
il dolore. Il punto di vista e la voce narrante sono di chi ha
perso per sempre la persona amata. Il cielo dopo il crollo delle
torri è stato lasciato vuoto dai grattacieli crollati proprio
come il letto e i mobili di casa sono stati abbandonati da chi
è stato sepolto sotto le loro macerie: “Voglio un
bacio dalle tue labbra, voglio vendetta, stamattina mi sono svegliato
di fronte a un cielo vuoto”. Per dare espressione a uno
stato d'animo così pesante, Springsteen utilizza la ballata;
è quasi un parlare da solo quello di chi non si capacita
dell'accaduto.
Si prosegue con "
Into the fire",
pezzo centrale di “The rising”: blues di antica e
rurale ispirazione, parla del sacrificio di persone normali che
diventano eroi solo per avere compiuto il proprio dovere. Alle
immagini struggenti del pompiere che scompare nel fumo e tra le
fiamme da cui non tornerà più, si contrappone l'invocazione
del coro, quasi un gospel: “Possa la vostra forza darci
forza, possa la vostra fede darci fede, possa la vostra speranza
darci speranza, possa il vostro amore darci amore”.
Altri testi che possono essere analizzati
sono: "
Worlds apart",
melodia orientaleggiante, con un gruppo pakistano guidato da Asif
Ali Khan che canta in qawwali,"
Waitin' in a sunny day",
venato di ottimismo e "
Let's be friends (skin to skin)",
un invito a superare le barriere della diversità
“The rising” è commovente
dall'inizio e, dopo qualche ascolto, si rivela in tutta la sua
piacevolezza, la sua sostanza, la sua poesia. Questo disco, comprensibilmente
pre-iconizzato come “quello dell'11 settembre”, non
parla della sciagura abbattutasi su una civiltà, ma del
disastro subito da individui normali a partire dalla cui forza
si può ricostruire. Non parla di patriottismo, non parla
di “perdita dell'innocenza” degli Stati Uniti, poiché
l'autore sa che quell'innocenza se n'era già andata anni
addietro con John Kennedy, Martin Luther King, il Vietnam, il
Golfo… Questo disco, semmai ci ricorda come, in ultima analisi,
la tragedia colpisce le persone e non le nazioni. L'arte del Boss
è sempre stata questa: pennellate di vita quotidiana, zoom
sugli individui, un'istantanea personale sufficiente a raccontare
la vicenda di una comunità intera. E' così anche
stavolta: la devastazione resta sullo sfondo, mentre il dolore
entra nella vita degli esseri umani: solo così, purtroppo,
acquisisce lo spessore e l'importanza che generano nuova forza
per chi resta.
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