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Premio
giornalistico "Valerio Volpini" - 3^
edizione 2003/2004
Venti studenti del Liceo Scientifico
“Marconi” hanno partecipato, nell’anno scolastico
2003-’04, al concorso “Premio giornalistico Valerio
Volpini”, promosso dal settimanale della provincia di Pesaro
e Urbino “Il Nuovo amico” (http://www.ilnuovoamico.it/)
con lo scopo di valorizzare la realtà della comunicazione
locale, la diffusione delle informazioni e la conoscenza del giornalismo
come servizio al cittadino.
Promotori
L’iniziativa si è svolta sotto il patrocinio di:
Federazione Italiana Settimanali Cattolici – Diocesi di
Pesaro, Fano e Urbino – Centro Servizi Amministrativi di
Pesaro e Urbino – Regione Marche – Provincia di Pesaro
e Urbino Assessorato ai Beni e Attività Culturali Editoria
– Comune di Pesaro Assessorato alla Cultura – Comune
di Urbino – Assindustria di Pesaro e Urbino – Fondazione
Cassa di Risparmio di Pesaro - Fondazione Cassa di Risparmio di
Fano – Lions Club Host Pesaro e Lions Club Fano.
Premiazione
La premiazione ha avuto luogo Venerdì 14 Maggio 2004, presso
il Teatro Sperimentale di Pesaro.
La studentessa Vicari Federica, della classe
2^ D, ha ottenuto un premio speciale per il valore della memoria
con il suo pezzo dal titolo “Storia tra i ricordi”,
incentrato sulla testimonianza di una signora di Pesaro sui tragici
eventi della seconda guerra mondiale.
La studentessa Topi Francesca ha ottenuto un
ragguardevole undicesimo posto nella classifica finale con un
articolo dal titolo “Una vita travagliata”,
sul difficile tentativo di recupero del parco Miralfiore di Pesaro.
I primi quindici classificati
nella sezione “Scuole superiori” (su circa trecento
articoli!!!!)
1) Pasotto Donatella LICEO CLASSICO RAFFAELLO –
URBINO
2) Martini Silvia LICEO MAMIANI – PESARO
3) Rendina Fabrizio ITIS – URBINO
4) Rossini Giorgia LICEO MAMIANI – PESARO
5) Gallico Carmelo ITC DONATI – CARCERE FOSSOMBRONE
6) Ferri Fabio IPSIA VOLTA – FANO
7) Alesandri Sabrina LICEO NOLFI – FANO
8) Grazzi Emilio LICEO MAMIANI – PESARO
9) Grilli Eleonora LICEO CLASSICO RAFFAELLO – URBINO
10) Gulisano Pasquale ITC DONATI – CARCERE FOSSOMBRONE
11) Topi Francesca LICEO SCIENT. MARCONI – PESARO
12) Francolini Lucia LICEO NOLFI – FANO
13) Tarsi Giulia LICEO MAMIANI – PESARO
14) Guidi Luca IPSIA VOLTA – FANO
15) Faroni Arianna LICEO NOLFI – FANO
L’articolo primo classificato della
sezione Scuole Superiori
A chi la dà a bere
l’Alkemico?
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Urbino - Da fuori, muri fucsia e luci psicadeliche,
dentro uno “smart shop”. Per chi non conoscesse il
neologismo, si tratta di un esercizio impegnato nella vendita
di “droghe furbe”, cioè tutte quelle droghe
non catalogate dalla legge come tali, dagli effetti a volte superiori
a quelli provocati da LSD ed ecstasy. Un negozio del genere poteva
mancare ad Urbino, già ben nota per le “serate brave”
condotte dagli studenti del proprio ateneo e non solo? Certo che
no, infatti nello scorso dicembre è stato inaugurato in
via Raffaello l’“Alkemico”, secondo di una catena
in franchising nata a Riccione, che promette di estendersi alle
maggiori città italiane.
La cittadinanza è rimasta non poco turbata, e subito è
scoppiata la polemica. Portavoce dei proibizionisti è stata
fin dall’inizio Elisabetta Foschi, consigliere comunale
di An, che ha richiesto un controllo rigoroso delle sostanze vendute
nello smart shop. Risultato? Tutto legale, poiché le leggi
vigenti non si esprimono nei confronti di alcune sostanze psico-attive
e pseudo-naturali, che sono proprio quelle in vendita all’“Alkemico”.
Davvero un paradosso, se si pensa che in Italia la commercializzazione
di sostanze psico-attive è di esclusiva competenze delle
farmacie e la legislazione ne stabilisce la quantità minima
per uso privato.
Tutt’altro che una farmacia è invece l’“Alkemico”,
dove si trova tra assenzio, semi di marijuana e joint preconfezionati,
davvero di tutto sulla cultura del “naturale fa bene”.
Non mancano poi gli accessori per il consumo: chillum, bong, cartine
prerollate e vaporizzatori, che possono costare fino a quattrocento
euro! Ma non tutti i prodotti in vendita hanno prezzi da capogiro,
anzi. Per una manciata di spiccioli ci si può garantire
una notte da sballo e per questo tra i frequentatori ci sono tanti
giovanissimi.
Ma quelli dell’“Alkemico” non sembrano preoccuparsi
troppo degli effetti di queste anfetamine naturali, perché
la filosofia di cui si fanno portavoce è un’altra:
il piacere e la libertà di provare sensazioni nuove sono
un diritto, non un tabù” (dal sito www.alkemico.it).
Per vederci più chiaro è stata fatta anche un’interrogazione
al Senato della Repubblica, ma ci sono troppi interessi. Da un
recente rapporto dell’Eurispes, infatti, risulta che la
“cannabis economy” ha un valore che si aggira intorno
ai 14 milioni di euro l’anno. Dunque, molti ci guadagnano.
E il consumatore?
Pasotto Donatella
3^ A - Liceo Classico “Raffaello”di Urbino
L’articolo vincitore del Premio per il valore della
Memoria
Pesaro
e la II guerra mondiale
Storia tra i ricordi
Le testimonianze di chi l’ha vissuta
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Costruita dai tedeschi nell’inverno del 1943-’44
seguendo la linea del Colle S. Bartolo, proseguendo con fossato
anticarro, fortini e campi minati lungo la valle del Foglia per
continuare in territorio toscano, la “Linea Gotica”
arrivava al Tirreno, partendo da Pesaro. Quest’ultima è
stata una città vittima di numerosi bombardamenti: il 28
dicembre ’44 si ebbe un attacco navale, il 24 marzo gli
aerei alleati colpirono le zone di Monregranaro, Muraglia e Santa
Veneranda, danneggiando anche il cimitero centrale, il 24 2 il
25 aprile fu danneggiato il rione di Pantano e la zona del Teatro
Rossini. Da allora Pesaro ebbe la sua razione quotidiana di bombardamenti
fino a quando, il 25 agosto 1944, iniziarono le operazioni militari
per la liberazione della città e lo sfondamento della Linea
Gotica.
Il ricordo della guerra è molto forte nella signora Fernanda
M. che ci racconta le sue esperienze personali: “Avevo 16
anni quando nel giugno del 1944 i tedeschi ci obbligarono da un
giorno all’altro a lasciare la città: non volevano
nessuno tra i piedi così da poter trasformare Pesaro in
un campo di battaglia. Io andai a Isola del Piano con la mia famiglia,
un paesino a 9 km da Fossombrone vicino alle Cesane, dove si rifugiavano
i partigiani. Conservo ancora le lettere che scrivevo a quello
che più avanti sarebbe diventato mio marito, sfollato a
Jesi da dei parenti, in cui raccontavo tutto quello che succedeva.
Ricordo che per qualche giorno abbiamo avuto in casa tre soldati
tedeschi, due dei quali dovevano avere circa la mia età;
davamo loro vitto e alloggio, esolo poi abbiamo scoperto che erano
“guastatori”, cioè coloro che facevano saltare
i ponti. Avevamo lo scantinato pieno di “gelatina”
e altro materiale che serviva ai tre per il loro lavoro e non
lo sapevamo. Tuttavia, la notte prima che iniziassero i combattimenti
ci avvisarono e ci dissero do andare nel rifugio che avevamo costruito:
inoltre capitò che mio padre venne catturato dai tedeschi
e, grazie al loro intervento, evitò la morte”. La
signora continua poi descrivendo condizioni di vita durante la
guerra: “Non avevamo né elettricità né
acqua corrente in quanto erano state colpite le centrali, il cibo
scarseggiava e, soprattutto i contadini, dovevano sfamare anche
i partigiani. La nostra posta veniva controllata a campione non
sempre si era sicuri che arrivasse. Poi c’è stato
il passaggio del fronte e dopo siamo tornati a Pesaro, anche se
era difficile riconoscere la nostra città: di casa mia
era rimasta in piedi solo la parte sinistra …”
Fernanda ci tiene a ricordare: “Sentite raccontare, sembrano
favole, ma è importante pensare che ogni guerra, in qualunque
paese, porta morte e distruzione a molte persone innocenti”.
Vicari Federica
2^ A - Liceo Scientifico “Marconi”di Pesaro
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