Docente di Lettere - Scuola Superiore

 
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La verità della vita è dove ci portano le nostre emozioni.

Giuseppe Conte, poeta

 

Spartacus
Regia di Stanley Kubrik – USA 1960
Con Kirk Douglas (Spartacus), Laurence Olivier (Marco Licinio Crasso), Jean Simmons (Varinia), Charles Laughton (Sempronio Gracco), Peter Ustinov (Lentulo Baciato), John Gavin (Giulio Cesare), Herbert Lom (Tigrane Levantino), John Dall (Marco Publio Glabro), Woody Strode Draba (gladiatore etiope), Tony Curtis (Antonino)
Durata: 186 minuti

Vicenda: Il film racconta la storia dello schiavo trace Spartaco che, divenuto gladiatore a Capua nella scuola di Lentulo Batiato, è costretto a uccidere Draba, un guerriero etiope suo amico, per intrattenere il nobile romano Marco Licinio Crasso. In preda alla rabbia per la crudeltà di quest’ultimo, Spartaco incita alla rivolta tutti i gladiatori di Batiato, ritrovandosi alla guida di 60.000 schiavi fuggiti per riconquistare la libertà. Dopo avere travolto in battaglia la guarnigione di Marco Publio Glabro, protetto di Crasso, Spartaco viene raggiunto in montagna da Varinia, una volta schiava di Batiato, e da Antonino, a sua volta servo di Crasso. Decide allora di uscire dall'Italia con gli altri schiavi e assolda un pirata cilicio, Tigrane Levantino, affinché gli fornisca le navi. Nel frattempo, a Roma, Crasso attende l'occasione per prendere il potere. Gli si oppongono Sempronio Gracco, capo dei plebei, e il suo alleato Giulio Cesare. Arrivato con la sua armata sulla costa di Brindisi, Spartaco scopre di essere stato tradito da Tigrane, infatti Roma ha pagato i pirati che perciò non gli daranno più le navi. Gli schiavi sono sterminati, Antonino e Spartaco sono condotti a Roma. Crasso trova Varinia, moglie di Spartaco, con il suo bambino appena nato, tenta di sedurla ma non vi riesce. Per vendetta ordina ad Antonino e Spartaco di combattere tra di loro. Il sopravvissuto dovrà essere crocifisso. Spartaco uccide Antonino e viene messo in croce. Poco prima di morire Varinia gli mostra il figlio, nato libero in seguito all'intervento di Gracco.

Punti di discussione:
1. La lotta per la libertà. La figura di Spartaco è stata assunta dal movimento operaio e marxista di inizio secolo come uno dei primi esempi di lotta di classe nella storia dell'umanità e soprattutto come simbolo dell'ansia di libertà dei poveri e diseredati di tutto il mondo e di tutte le epoche.
2. La netta divisione tra personaggi oppressi (positivi) e oppressori (negativi). I primi esprimono ideali di giustizia, libertà, amore, solidarietà (riecheggiando quello che di lì a poco sarà lo spirito del cristianesimo: di qui l'allusione suggerita dalla crocifissione finale di Spartaco), i secondi rappresentano il brutale dominio del Potere (uguale a se stesso in tutte le età), qui incarnato soprattutto dalla figura di Crasso, miscuglio di sadismo e raffinata mollezza.

Da considerare:
1. Tratto dall’omonimo romanzo di Howard Fast uscito nel 1952, “Spartacus” è uno dei film più costosi e famosi degli anni ’60.
2. Il film fu campione d’incassi in tutto il mondo, vincendo poi un Golden Globe come “miglior film drammatico” e quattro Premi Oscar (su sei nominations) nelle categorie “miglior attore non protagonista” (Peter Ustinov), “miglior scenografia”, “migliori costumi” e “miglior fotografia” (Russell Metty).
3. “Spartacus” non può essere considerato del tutto un film di Stanley Kubrick, visto che il grande regista non partecipò alla stesura della sceneggiatura e intervenne solo dopo che il regista designato Anthony Mann abbandonò il set a causa di dissapori con Kirk Douglas. Se si esclude la sequenza della battaglia (stupenda nei geometrici movimenti che le truppe romane disegnano sul terreno) e le scenografie degli interni romani (che nella loro fredda e marmorea monumentalità richiamano il distaccato cinismo del Potere), ben poco rimane dell'inconfondibile stile kubrickiano.
4. Spettacolare e costosissima la sequenza della battaglia finale tra l’esercito romano e quello degli schiavi: Kubrick riesce ad impostare in maniera chiara ed impeccabile i movimenti dei rispettivi eserciti, soprattutto per quanto riguarda l’avanzata delle Coorti romane, con le fasi di battaglia visualizzate nitidamente nonostante le altissime difficoltà tecniche di ripresa ed organizzazione delle migliaia di comparse. Kubrick realizzò prospettive ampie e spettacolari illustrando le manovre dei due eserciti con un aumento crescente della tensione che ha il suo climax nelle fasi del contrattacco, orchestrate e riprese in maniera perfetta dal regista, con “maestose” carrellate ed un eccellente uso del montaggio in fase di post-produzione.

Questionario sul film:
1. Ricostruisci il percorso di Spartaco dalla sua terra d’origine alla scuola per gladiatori, alle tappe del suo viaggio verso la libertà. Precisa, quando lo ritieni opportuno, a quale paesi/città moderni corrispondono i luoghi da te segnalati.
2. Qual era la speranza di vita per uno schiavo-gladiatore? Poteva godere di qualche privilegio?
3. Prima della rivolta c’è una scena in particolare in cui Spartaco rivendica la propria dignità di uomo. Di quale scena si tratta?
4. Qual era il piano di Spartaco dopo la rivolta degli schiavi? Con l’aiuto di chi intendeva realizzarlo? Perché il piano fallisce?
5. Cosa significa l’espressione “morituri te salutant” rivolta dagli schiavi-gladiatori ai nobili romani? Cosa significa l’acronimo “S.P.Q.R.” che si nota sullo sfondo durante le assemblee senatorie? Fai una piccola ricerca per scoprirlo, avvalendoti anche delle tue conoscenze della lingua latina.
6. Cerca notizie storiche sulla vicenda di Spartaco per appurare se il finale del film rispecchia fedelmente la vicenda reale.
7. Nel film, al macro-tema dell’assenza di libertà (con le conseguenze che si riflettono su chi è schiavo) sono collegati due micro-temi quali il sentimento dell’amicizia e il desiderio di conoscenza, aspetti questi che caratterizzano l’uomo libero distinguendolo dallo schiavo-animale.
Facendo riferimento alle scene del film in cui ti sembra di ravvisare tali filoni tematici, esponi prima le tue personali riflessioni a riguardo, quindi poniti alcune domande che scaturiscono in te da tali riflessioni.

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