Docente di Lettere - Scuola Superiore

 
area studenti
materiali utili

 

La lezione è come un lume che s’apre e sboccia a poco a poco nell’anima di ognuno, ingrandisce e illumina tutti di un unico palpitare di luce, e maestro e scolari. Anche il maestro impara come gli scolari facendo lezione: perché imparare non è altro che scoprire sé e chiarire sé a se stessi.

Manara Valgimigli, La mia scuola

 

L'impero romano da Ulisse di Alberto Angela 2002

1^ parte
La società
Gli acquedotti
Le strade

Bibliografia ragionata

Strade

L’arco non era l’unico segreto dell’edilizia romana, infatti furono proprio i romani ad inventare il cemento e con esso la tecnica del calcestruzzo, in pratica mescolare cemento a ghiaia. Tra i loro più grandi capolavori ci furono le strade e non è un caso perché dovevano servire a far muovere rapidamente le legioni. Com’è possibile che dopo quasi duemila anni molte di esse siano ancora integre? Il segreto è che erano concepite fin dall’inizio per resistere a lungo, in effetti la copertura di lastre di pietre non è fine, ma sono dei blocchi spessi mezzo metro. E’ il monumento più lungo che ci hanno lasciato, calcolato intorno ai 100.000 chilometri.
La rete stradale dell’impero è sicuramente uno dei maggiori contributi dei romani allo sviluppo della civiltà. Alcune delle strade che si irradiano dall’urbe avevano origine antichissima, come la Salaria, lungo la quale, come suggerisce il nome, si effettuava il trasporto del sale dalla foce del Tevere verso l’interno, ma con il crescere della potenza di Roma, le strade diventano anche un mezzo per controllare il mondo in tutte le direzioni, spesso infatti il primo scopo è quello militare. La tecnica dei romani non ha precedenti: ad uno strato più basso costituito da grossi sassi o blocchi, viene sovrapposto uno strato di ghiaia, cocci e calcinacci, poi segue uno strato di sabbia, su cui vengono posate le grosse lastre di basalto o di calcare. La larghezza media è tra i quattro e i sei metri, per permettere l’incrocio di due carri, ma vista l’intensità del traffico pedonale, sono previsti anche i marciapiedi da ambo i lati. Possono essere in terra battuta o lastricati e larghi dai tre ai dieci metri per parte. Un lavoro immenso, realizzato in condizioni difficilissime da militari, prigionieri di guerra, schiavi e criminali. Se il ritmo di costruzione è sorprendentemente veloce, quello di percorrenza lo è un po’ meno: 7-8 km/h con carri a trazione animale e non più di trenta km al giorno a piedi. I corrieri riescono invece a percorrere anche 80 km al giorno, sono i messaggeri imperiali del cursus publicus, il servizio a staffetta per i funzionari di governo. Solo con l’avvento della locomotiva si è fatto di meglio! Dalla loro velocità dipende l’efficienza dell’amministrazione e l’estensione dell’impero impone lunghi spostamenti per tenere i contatti tra Roma e le province più lontane. La rigidità dei carri e l’irregolarità del fondo stradale rendono duro viaggiare anche sul bellissimo lastricato romano, in compenso i viaggiatori possono consultare gli itineraria, vere e proprie guide stradali: vi si trovano tutte le informazioni necessarie sui percorsi, ma anche sulle mutationes per i viveri e il cambio di cavalli. Ogni cinque mutationes, cioè ogni 30-50 km, che corrispondono ad una giornata di viaggio, si trova una stazione di posta con albergo, magazzini e scuderie. Attorno ai principali nodi viari si svilupperanno i nuclei iniziali di città come Lione, Parigi o Londra. Già in epoca repubblicana erano stati effettuati prolungamenti europei di strade consolari: verso est dalla Puglia la via Egnatia prolunga l’Appia e attraverso Durazzo e la Grecia arriva fino Costantinopoli. Verso ovest, la via Domitia, attraverso la Provenza e i Pirenei, mette in comunicazione con la Spagna; qui la via Argentea collega il sud con le miniere d’argento delle Asturie, mentre la via Augusta, che segue la costa, dallo stretto di Gibilterra si ricollega in Marocco con una grande litoranea nordafricana che prosegue fino ad Alessandria d’Egitto, chiudendo il cerchio attorno al Mediterraneo. Oltre ad essere importantissime vie d’acqua, il Reno e il Danubio costituiscono il più lungo e vitale confine dell’impero e la strada che li fiancheggia unisce l’Olanda alla Romania, il Mare del Nord al Mar Nero. Tutto l’impero è coperto da una rete stradale stabile e resistente, con strade incredibilmente diritte e lastricate, ponti, viadotti e gallerie, opere talmente stupefacenti che il Medioevo, assolutamente incapace di imitarle, le chiamerà sentieri del diavolo o dei giganti. Opere che hanno lasciato il segno anche nelle lingue europee: dal latino via strata, cioè lastricata, sono derivate l’italiana “strada”, l’inglese “street” e la tedesca “strasse”. Opere le cui tracce sono ancora visibili un po’ dovunque e sulle cui orma si è costituita la rete stradale attuale, come ci svela la più famosa delle strade consolari, l’Appia.
Per uscire da Roma e andare verso sud bisognava passare sotto la grande porta di S. Sebastiano, da cui partiva la prima delle strade costruite dai romani, l’Appia. Questa porta funzionava un po’ da casello di entrata, ma sull’Appia non si pagava un pedaggio. Ad ogni miglio delle loro strade i romani piantavano sempre dei cippi o delle colonne: sull’Appia ce ne sono 366 prima di arrivare alla fine, cioè a Brindisi. Era un viaggio lunghissimo, ci volevano due settimane. I primi chilometri dell’Appia avevano ai lati moltissime tombe e monumenti funebri di personaggi famosi (erano un po’ il biglietto da visita della città): ci sono le tombe della famiglia degli Scipioni, di alcune famiglie patrizie, di sacerdotesse, di liberti, e la tomba più voluminosa è sicuramente quella di Cecilia Metella, nuora di Crasso.
Le strade romane, un po’ come le nostre autostrade, andavano diritte alla meta lasciando da parte i centri intermedi e l’Appia è un perfetto esempio di questa concezione incredibilmente moderna, infatti in un tratto procede in rettilineo per quasi 90 km. Quando si doveva tracciare un percorso si cercava sempre di trovare la linea più breve anche se questo significava costruire ponti, viadotti o tagliare interi rilievi come a Terracina, dove Traiano ordinò che un intero costone venisse sezionato come una fetta di torta. Il sistema delle vie veniva continuamente migliorato: a Benevento Traiano fece pavimentare una scorciatoia dell’Appia che diminuiva di due giorni il viaggio tra Roma e Brindisi e per ricordare questo prodigio dell’ingegneria fece erigere uno splendido arco di Trionfo.

indietro

 
     

Visita il sito del Liceo Scientifico G. Marconi
di Pesaro


www.lsmarconi.it

liceo scientifico g. marconi

 
Educazione&Scuola© by Dario Cillo - La Rivista telematica della Scuola e della Formazione. Educazione&Scuola è la prima rivista telematica italiana dedicata al mondo della scuola, della  cultura, della formazione, della ricerca e dell'università. Aggiornata quotidianamente.
Il sito dell’Istituto Regionale di Ricerca Educativa delle Marche.
Centro Europeo dell'Educazione (CEDE). Offre una valutazione globale del sistema dell'istruzione. Include osservatori, progetti e documentazione.
Progetto di Rai Educational che si occupa di fornire materiali didattici audiovisivi e multimediali per insegnanti.
La Tecnica della Scuola, Presenta normative, rubriche e sommario della rivista che si rivolge agli operatori scolastici.
Biblioteca Bobbato. La Biblioteca-Archivio di storia contemporanea "Vittorio Bobbato" è un centro specializzato nella  storia del '900 che conserva materiali storico-documentari dei più svariati tipi (video, audio,  cartacei, fotografici ecc.)
centro servizi amministrativi di pesaro urbino
il sito di Luca Romagnoli, collega del liceo classico "g. perticari" di Senigallia