Docente di Lettere - Scuola Superiore

 
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La lezione è come un lume che s’apre e sboccia a poco a poco nell’anima di ognuno, ingrandisce e illumina tutti di un unico palpitare di luce, e maestro e scolari. Anche il maestro impara come gli scolari facendo lezione: perché imparare non è altro che scoprire sé e chiarire sé a se stessi.

Manara Valgimigli, La mia scuola

 

Verifiche semistrutturate

Italo Calvino
Giacomo Leopardi
Alessandro Manzoni

Giovanni Verga
Verifica sulla poesia del '900

Prova semistrutturata su Italo Calvino e “Il sentiero dei nidi di ragno”
(elaborata dalla prof.ssa Gasperini Francesca e dalla prof.ssa Claudia Rondolini)

OGGETTO:
I^ parte: DOMANDE STRUTTURATE SU ITALO CALVINO 15 punti

II^ parte: ANALISI TESTUALE DI UN BRANO DEL ROMANZO “IL SENTIERO DEI NIDI DI RAGNO” 45 punti

III^ parte: CORREZIONI ORTOGRAFICHE 10 punti


I^ PARTE 15 PUNTI


1) Calvino partecipò alla Resistenza ma non fu mai legato a nessun partito politico.

Vero Falso

2) Negli anni Sessanta la tematica dello scorrere del tempo trova conferma in opere come:

a) La nuvola di smog, Alla ricerca del tempo perduto
b) Le cosmicomiche, Ti con zero
c) La formica argentina, Il giardino dei Finzi-Contini
d) Marcovaldo, Metello

3) Menziona almeno altre tre opere della vastissima produzione letteraria di I. Calvino.

4) Completa il testo seguente:

Il sentiero dei nidi di ragno è ambientato in Liguria durante la ………………………......................... Protagonista è il giovane Pin, che nasconde una ………………………………… sottratta a un tedesco. L’originalità del romanzo sta nel tono …………………………………. diverso da quello di molte opere del periodo.

5) Perché nel romanzo Il sentiero dei nidi di ragno l’autore assume il punto di vista di un bambino?
a) Per raccontare vicende fiabesche e fantastiche
b) Perché solo un bambino, con la sua ingenuità, può interpretare la realtà
c) Perché parla della propria infanzia
d) Per narrare vicende drammatiche e dolorose con più distacco

II^ PARTE 45 PUNTI
Analisi di un passo tratto dal sesto capitolo del romanzo di Italo Calvino “Il sentiero dei nidi di ragno”

[…] Pin si morde le labbra: un giorno andrà a disseppellire la pistola, e farà cose meravigliose, cose da sbalordire tutti.
- Quanto ci scommettiamo che ci ho una pistola P. 38 nascosta in un posto che so solo io?
- Ma che partigiano sei che tieni le armi nascoste? Spiegaci il posto che l’andiamo a prendere.
- No. E’ un posto che so solo io e non lo posso dire a nessuno.
- Perché?
- Ci fanno il nido i ragni.
- Ma va’ la! Quando mai i ragni hanno fatto il nido. Mica son rondini.
- Se non ci credete, datemi un’arma delle vostre.
- Noi le armi ce le siamo fatte. Ce le siamo con-qui-sta-te.
- Anch’io me la son conquistata, mondoboia. In camera di mia sorella, mentre l’altro…
Gli altri ridono, non capiscono nulla di queste cose. Pin vorrebbe andarsene a fare il partigiano da solo con la sua pistola.
- Quanto ci scommettiamo che te la trovo io, la tua P. 38?
Chi ha fatto questa domanda è Pelle, un ragazzo gracile sempre raffreddato, con dei baffetti appena nati sopra le labbra sbavate dall’arsura. Sta lustrando un otturatore con attenzione, a colpi di straccio.
- Ci scommettiamo anche tua zia, tanto il posto dei nidi di ragno non lo sai, - fa Pin.
Pelle smette di fregare con lo straccio: - Moccioso, io i posti del fossato li conosco palmo a palmo e tutte le ragazzine che ho coricato per quelle rive tu non lo immagini nemmeno.
Pelle ha due passioni che lo divorano: le armi e le donne. Ha ottenuto l’ammirazione di Pin discutendo con competenza di tutte le prostitute della città e facendo degli apprezzamenti su sua sorella la Nera che lasciavano capire che conosceva bene anche lei. Pin ha una attrazione mista a repulsione per lui, così gracile e sempre raffreddato, che racconta sempre storie di ragazzine prese a tradimento per i capelli e coricate nei prati, o storie d’armi nuove e complicate che ha in dotazione la brigata nera. Pelle è giovane ma ha girato tutta l’Italia con i campeggi e le marce degli avanguardisti e ha sempre maneggiato le armi ed è stato nelle case di tolleranza di tutte le città, pur senza avere l’età prescritta.
- Nessuno lo sa dove sono i nidi dei ragni, - dice Pin. Pelle ride scoprendo le gengive: - Io lo so, - dice, - adesso vado in città a prelevare un mitra a casa d’un fascista, e cerco anche la tua pistola.
Pelle ogni tanto parte e va in città e torna carico d’armi: riesce sempre a sapere dove ce ne sono nascoste, chi ne tiene in casa e rischia ogni volta di farsi prendere pur di aumentare il suo armamento.
Pin non sa se Pelle dice il vero: forse Pelle è il grande amico tanto cercato, che sa ogni cosa delle donne e delle pistole e anche dei nidi di ragno; però mette paura con quei suoi occhietti rossicci, raffreddati.
- E se la trovi, me la porti? - fa Pin.
Il ghigno di Pelle è tutto gengive: - Se la trovo, me la tengo.
E’ difficile togliere un’arma a Pelle: ogni giorno succedono scene al distaccamento, perché Pelle non è un buon compagno e vanta diritto di proprietà su tutto l’arsenale che s’è procurato. Prima di presentarsi alle bande, era entrato nella brigata nera per avere un mitra e girava per la città sparando ai gatti durante il coprifuoco. Poi aveva disertato dopo aver svaligiato mezz’armeria, e da allora aveva sempre fatto la spola con la città, scovando strane armi automatiche e bombe a mano e pistole.
La brigata nera tornava spesso nei suoi discorsi, dipinta a colori diabolici, ma non privi di fascino: - Alla brigata nera fanno questo… dicono quest’altro…
- Dritto, allora io vado, siamo intesi, - fa Pelle adesso, con delle piccole linguate sulle labbra, tirando su dal naso.
Non si dovrebbe lasciare andare e venire un uomo come piace a lui, ma le spedizioni di Pelle rendono sempre; non torna mai a mani vuote.
- Ti lascio star fuori due giorni, - dice il Dritto, - non di più, siamo intesi? E non fare stupidaggini da farti prendere.
Pelle continua a umettarsi le labbra: - Mi porto lo sten nuovo, - dice.
- No, - fa il Dritto, - hai lo sten vecchio. Quello nuovo serve a noi.
Siamo alle solite.
- Lo sten nuovo è mio, - dice Pelle, - l’ho portato io e lo prendo quando voglio.
Quando Pelle comincia a litigare gli occhi gli s’arrossano ancora di più come stesse per piangere e la voce diventa ancora più nasale e mucosa. Il Dritto invece è freddo, inflessibile, con solo un ruotare delle narici, prima d’aprir bocca.
- Allora non ti muovi, - dice.
Pelle comincia una lagna in cui vanta tutti i suoi meriti, e dice che se è così lui lascia il distaccamento però si porta via tutte le sue armi.Gli arriva uno schiaffo secco del Dritto su una guancia: - Tu obbedisci a quello che ti dico, va bene?
I compagni guardano e approvano: non stimano il Dritto più di Pelle ma sono contenti che il comandante si faccia rispettare.
Pelle è lì che tira su dal naso con il segno rosso delle cinque dita sulla guancia pallida.
- Te ne accorgerai, - dice Pelle. Si volta ed esce.
C’è la nebbia, fuori. Gli uomini alzano le spalle. Già altre volte Pelle ha fatto simili scene e poi è sempre tornato con nuovo bottino. Pin gli corre dietro: - Di’, Pelle, la mia pistola, senti un po’, quella pistola… - non sa nemmeno lui cosa vuol chiedergli. Ma Pelle è sparito e la nebbia smorza i richiami. Pin torna in mezzo agli altri: hanno fili di paglia nei capelli e sguardi acidi.

1) Contestualizza il brano proposto: in quale momento della vicenda di Pin ci troviamo?

2) Individua nel testo i comportamenti che caratterizzano Pin e i pensieri che gli vengono attribuiti, soprattutto quelli che dimostrano che: è ingenuo ma insieme smaliziato; soffre la paure dei ragazzini ma vorrebbe partecipare ad azioni di guerra; è un po’ spaccone ma insieme è tenero e indifeso.

3) In questo brano compare un nuovo personaggio:Pelle. Quale descrizione viene data del ragazzo? Quali sono le caratteristiche di Pelle che lo rendono interessante agli occhi di Pin, partigiano ragazzino?

4) Nel corso della vicenda si scoprirà che Pelle tradirà i suoi compagni partigiani. In questo passo vi sono delle allusioni a questo futuro evento. In quali frasi o espressioni del testo potrebbero essere ravvisabili delle allusioni al tradimento di Pelle?

5) Quali analogie o differenze riscontri tra le esperienze vissute da Pin a contatto con gli adulti dell’osteria e quelle affrontate invece nell’accampamento dei partigiani?

6) Individua e trascrivi sul foglio le figure retoriche, le espressioni gergali, le espressioni strettamente legate all’ambito militare presenti nel testo.

III^ PARTE 10 PUNTI

Sottolinea i 30 errori orto-morfo-sintattici e di punteggiatura, riscrivendo in apice le parole o l’interpunzione corrette.

Quando Pin si sveglia vede i ritagli di celo tra i rami del bosco, chiari che quasi fa male guardarli. E giorno, un giorno sereno e libero con canti d’uccelli.
L’omone è già in piedi accanto a lui e arotola la mantellina che li ha tolto di dosso.
- Andiamo, presto che è giorno, - dice. Anno camminato quasi tutta la notte. sono saliti per oliveti, poi per terreni gerbidi, poi per oscuri boschi di pini. Hanno visto gufi, anche; ma Pin non a avuto paura perché l’omone col beretino di lana la sempre tenuto per mano.
Tu caschi dal sonno, ragazzo mio, - gli diceva l’omone, tirandoseli dietro, - non vorrai mica che ti porti in braccio?
Difatti Pin faticava a tenere gli occhi aperti, e si sarebbe volentieri lasciato andare nel mare di felci del sottobosco, fino ad esserne somerso. Era quasi mattina quando i due sono arrivati allo spiazzo di una carbonaia e l’omone ha detto: - Qui possiamo far tappa.
Pin se sdraiato sul terreno fulligginoso e come in un sogno hanno visto l’omone coprirlo con la sua mantellina poi andare e venire con dei legni, spaccargli, e accendere il fuoco.
Ora è giorno, e l’omone sta pisciando sulle ceneri spente; anche Pin si alza e si mette a pisciare vicino a lui. Intanto guarda l uomo in faccia: non l’a ancora visto bene alla luce. Man mano che le ombre diradano dal bosco e dagli occhi ancora apicicati dal sonno, Pin continuerà a scoprire in lui qualche particolare nuovo: è piu giovane di quello che sembrava e anche di proporzioni più normali ha i baffi rossici e gli occhi azzurri, e un aria da mascherone per quella grande bocca maldentata e quel naso spiaccicato sulla faccia.
- Di qui a un po ci siamo, - dice a Pin ogni tanto, camminando attraverso il bosco. Non sa fare dei lunghi discorsi, e a Pin non dispiace camminare insieme a lui in silenzio: in fondo ha un po’ di soggezzione di quest’uomo che gira la notte da solo ad ammazzare la gente, ed è cosi buono con lui e l’ho protegge. La gente buona ha sempre messo in imbarazzo Pin: non si sa mai come trattarli e si ha voglia di far loro dei dispetti per vedere come reagiscono. ma con l’omone dal beretino di lana e differente: perché è uno che chissà quanta gente ha ammazzato e può permettersi di essere buono senza rimorsi.

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