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Verifiche
semistrutturate

Prova
semistrutturata su
Italo Calvino e “Il sentiero dei nidi di ragno”
(elaborata dalla prof.ssa Gasperini Francesca e dalla
prof.ssa Claudia Rondolini)
OGGETTO:
I^ parte: DOMANDE STRUTTURATE SU ITALO CALVINO 15 punti
II^ parte: ANALISI TESTUALE DI UN BRANO DEL ROMANZO “IL
SENTIERO DEI NIDI DI RAGNO” 45 punti
III^ parte: CORREZIONI ORTOGRAFICHE 10 punti
I^ PARTE 15 PUNTI
1) Calvino partecipò alla Resistenza
ma non fu mai legato a nessun partito politico.
2) Negli anni Sessanta la tematica
dello scorrere del tempo trova conferma in opere come:
a) La nuvola di smog, Alla ricerca del tempo perduto
b) Le cosmicomiche, Ti con zero
c) La formica argentina, Il giardino dei Finzi-Contini
d) Marcovaldo, Metello
3) Menziona almeno altre tre opere della vastissima
produzione letteraria di I. Calvino.
4) Completa il testo seguente:
Il sentiero dei nidi di ragno è ambientato
in Liguria durante la ……………………….........................
Protagonista è il giovane Pin, che nasconde una …………………………………
sottratta a un tedesco. L’originalità del romanzo
sta nel tono ………………………………….
diverso da quello di molte opere del periodo.
5) Perché nel romanzo Il sentiero dei nidi
di ragno l’autore assume il punto di vista di un bambino?
a) Per raccontare vicende fiabesche e fantastiche
b) Perché solo un bambino, con la sua ingenuità,
può interpretare la realtà
c) Perché parla della propria infanzia
d) Per narrare vicende drammatiche e dolorose con più distacco
II^ PARTE 45 PUNTI
Analisi di un passo
tratto dal sesto capitolo del romanzo di Italo Calvino “Il
sentiero dei nidi di ragno”
[…] Pin si morde le labbra: un giorno andrà
a disseppellire la pistola, e farà cose meravigliose, cose
da sbalordire tutti.
- Quanto ci scommettiamo che ci ho una pistola P. 38 nascosta
in un posto che so solo io?
- Ma che partigiano sei che tieni le armi nascoste? Spiegaci il
posto che l’andiamo a prendere.
- No. E’ un posto che so solo io e non lo posso dire a nessuno.
- Perché?
- Ci fanno il nido i ragni.
- Ma va’ la! Quando mai i ragni hanno fatto il nido. Mica
son rondini.
- Se non ci credete, datemi un’arma delle vostre.
- Noi le armi ce le siamo fatte. Ce le siamo con-qui-sta-te.
- Anch’io me la son conquistata, mondoboia. In camera di
mia sorella, mentre l’altro…
Gli altri ridono, non capiscono nulla di queste cose. Pin vorrebbe
andarsene a fare il partigiano da solo con la sua pistola.
- Quanto ci scommettiamo che te la trovo io, la tua P. 38?
Chi ha fatto questa domanda è Pelle, un ragazzo gracile
sempre raffreddato, con dei baffetti appena nati sopra le labbra
sbavate dall’arsura. Sta lustrando un otturatore con attenzione,
a colpi di straccio.
- Ci scommettiamo anche tua zia, tanto il posto dei nidi di ragno
non lo sai, - fa Pin.
Pelle smette di fregare con lo straccio: - Moccioso, io i posti
del fossato li conosco palmo a palmo e tutte le ragazzine che
ho coricato per quelle rive tu non lo immagini nemmeno.
Pelle ha due passioni che lo divorano: le armi e le donne. Ha
ottenuto l’ammirazione di Pin discutendo con competenza
di tutte le prostitute della città e facendo degli apprezzamenti
su sua sorella la Nera che lasciavano capire che conosceva bene
anche lei. Pin ha una attrazione mista a repulsione per lui, così
gracile e sempre raffreddato, che racconta sempre storie di ragazzine
prese a tradimento per i capelli e coricate nei prati, o storie
d’armi nuove e complicate che ha in dotazione la brigata
nera. Pelle è giovane ma ha girato tutta l’Italia
con i campeggi e le marce degli avanguardisti e ha sempre maneggiato
le armi ed è stato nelle case di tolleranza di tutte le
città, pur senza avere l’età prescritta.
- Nessuno lo sa dove sono i nidi dei ragni, - dice Pin. Pelle
ride scoprendo le gengive: - Io lo so, - dice, - adesso vado in
città a prelevare un mitra a casa d’un fascista,
e cerco anche la tua pistola.
Pelle ogni tanto parte e va in città e torna carico d’armi:
riesce sempre a sapere dove ce ne sono nascoste, chi ne tiene
in casa e rischia ogni volta di farsi prendere pur di aumentare
il suo armamento.
Pin non sa se Pelle dice il vero: forse Pelle è il grande
amico tanto cercato, che sa ogni cosa delle donne e delle pistole
e anche dei nidi di ragno; però mette paura con quei suoi
occhietti rossicci, raffreddati.
- E se la trovi, me la porti? - fa Pin.
Il ghigno di Pelle è tutto gengive: - Se la trovo, me la
tengo.
E’ difficile togliere un’arma a Pelle: ogni giorno
succedono scene al distaccamento, perché Pelle non è
un buon compagno e vanta diritto di proprietà su tutto
l’arsenale che s’è procurato. Prima di presentarsi
alle bande, era entrato nella brigata nera per avere un mitra
e girava per la città sparando ai gatti durante il coprifuoco.
Poi aveva disertato dopo aver svaligiato mezz’armeria, e
da allora aveva sempre fatto la spola con la città, scovando
strane armi automatiche e bombe a mano e pistole.
La brigata nera tornava spesso nei suoi discorsi, dipinta a colori
diabolici, ma non privi di fascino: - Alla brigata nera fanno
questo… dicono quest’altro…
- Dritto, allora io vado, siamo intesi, - fa Pelle adesso, con
delle piccole linguate sulle labbra, tirando su dal naso.
Non si dovrebbe lasciare andare e venire un uomo come piace a
lui, ma le spedizioni di Pelle rendono sempre; non torna mai a
mani vuote.
- Ti lascio star fuori due giorni, - dice il Dritto, - non di
più, siamo intesi? E non fare stupidaggini da farti prendere.
Pelle continua a umettarsi le labbra: - Mi porto lo sten nuovo,
- dice.
- No, - fa il Dritto, - hai lo sten vecchio. Quello nuovo serve
a noi.
Siamo alle solite.
- Lo sten nuovo è mio, - dice Pelle, - l’ho portato
io e lo prendo quando voglio.
Quando Pelle comincia a litigare gli occhi gli s’arrossano
ancora di più come stesse per piangere e la voce diventa
ancora più nasale e mucosa. Il Dritto invece è freddo,
inflessibile, con solo un ruotare delle narici, prima d’aprir
bocca.
- Allora non ti muovi, - dice.
Pelle comincia una lagna in cui vanta tutti i suoi meriti, e dice
che se è così lui lascia il distaccamento però
si porta via tutte le sue armi.Gli arriva uno schiaffo secco del
Dritto su una guancia: - Tu obbedisci a quello che ti dico, va
bene?
I compagni guardano e approvano: non stimano il Dritto più
di Pelle ma sono contenti che il comandante si faccia rispettare.
Pelle è lì che tira su dal naso con il segno rosso
delle cinque dita sulla guancia pallida.
- Te ne accorgerai, - dice Pelle. Si volta ed esce.
C’è la nebbia, fuori. Gli uomini alzano le spalle.
Già altre volte Pelle ha fatto simili scene e poi è
sempre tornato con nuovo bottino. Pin gli corre dietro: - Di’,
Pelle, la mia pistola, senti un po’, quella pistola…
- non sa nemmeno lui cosa vuol chiedergli. Ma Pelle è sparito
e la nebbia smorza i richiami. Pin torna in mezzo agli altri:
hanno fili di paglia nei capelli e sguardi acidi.
1) Contestualizza il brano proposto: in
quale momento della vicenda di Pin ci troviamo?
2) Individua nel testo i comportamenti che
caratterizzano Pin e i pensieri che gli vengono attribuiti, soprattutto
quelli che dimostrano che: è ingenuo ma insieme smaliziato;
soffre la paure dei ragazzini ma vorrebbe partecipare ad azioni
di guerra; è un po’ spaccone ma insieme è
tenero e indifeso.
3) In questo brano compare un nuovo personaggio:Pelle.
Quale descrizione viene data del ragazzo? Quali sono le caratteristiche
di Pelle che lo rendono interessante agli occhi di Pin, partigiano
ragazzino?
4) Nel corso della vicenda si scoprirà
che Pelle tradirà i suoi compagni partigiani. In questo
passo vi sono delle allusioni a questo futuro evento. In quali
frasi o espressioni del testo potrebbero essere ravvisabili delle
allusioni al tradimento di Pelle?
5) Quali analogie o differenze riscontri
tra le esperienze vissute da Pin a contatto con gli adulti dell’osteria
e quelle affrontate invece nell’accampamento dei partigiani?
6) Individua e trascrivi sul foglio le figure
retoriche, le espressioni gergali, le espressioni strettamente
legate all’ambito militare presenti nel testo.
III^ PARTE 10 PUNTI
Sottolinea i 30 errori orto-morfo-sintattici
e di punteggiatura, riscrivendo in apice le parole o l’interpunzione
corrette.
Quando Pin si sveglia vede i ritagli di celo tra
i rami del bosco, chiari che quasi fa male guardarli. E giorno,
un giorno sereno e libero con canti d’uccelli.
L’omone è già in piedi accanto a lui e arotola
la mantellina che li ha tolto di dosso.
- Andiamo, presto che è giorno, - dice. Anno camminato
quasi tutta la notte. sono saliti per oliveti, poi per terreni
gerbidi, poi per oscuri boschi di pini. Hanno visto gufi, anche;
ma Pin non a avuto paura perché l’omone col beretino
di lana la sempre tenuto per mano.
Tu caschi dal sonno, ragazzo mio, - gli diceva l’omone,
tirandoseli dietro, - non vorrai mica che ti porti in braccio?
Difatti Pin faticava a tenere gli occhi aperti, e si sarebbe volentieri
lasciato andare nel mare di felci del sottobosco, fino ad esserne
somerso. Era quasi mattina quando i due sono arrivati allo spiazzo
di una carbonaia e l’omone ha detto: - Qui possiamo far
tappa.
Pin se sdraiato sul terreno fulligginoso e come in un sogno hanno
visto l’omone coprirlo con la sua mantellina poi andare
e venire con dei legni, spaccargli, e accendere il fuoco.
Ora è giorno, e l’omone sta pisciando sulle ceneri
spente; anche Pin si alza e si mette a pisciare vicino a lui.
Intanto guarda l uomo in faccia: non l’a ancora visto bene
alla luce. Man mano che le ombre diradano dal bosco e dagli occhi
ancora apicicati dal sonno, Pin continuerà a scoprire in
lui qualche particolare nuovo: è piu giovane di quello
che sembrava e anche di proporzioni più normali ha i baffi
rossici e gli occhi azzurri, e un aria da mascherone per quella
grande bocca maldentata e quel naso spiaccicato sulla faccia.
- Di qui a un po ci siamo, - dice a Pin ogni tanto, camminando
attraverso il bosco. Non sa fare dei lunghi discorsi, e a Pin
non dispiace camminare insieme a lui in silenzio: in fondo ha
un po’ di soggezzione di quest’uomo che gira la notte
da solo ad ammazzare la gente, ed è cosi buono con lui
e l’ho protegge. La gente buona ha sempre messo in imbarazzo
Pin: non si sa mai come trattarli e si ha voglia di far loro dei
dispetti per vedere come reagiscono. ma con l’omone dal
beretino di lana e differente: perché è uno che
chissà quanta gente ha ammazzato e può permettersi
di essere buono senza rimorsi.
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