Docente di Lettere - Scuola Superiore

 
area studenti
area docenti
progetti
 

La verità della vita è dove ci portano le nostre emozioni.

Giuseppe Conte, poeta

 

Water
Regia di Deepa Mehta – Canada, India 2005
Con Lisa Ray (Kalyani), Sarala (Chuiya), Seema Biswas (Shakuntala), John Abraham (Narayan)
Durata: 114 minuti

 

Vicenda: Il film, che ha preso lo spunto dagli ashram (termine sanscrito che indica luogo di eremitaggio) di Varanasi, la città sacra dell'Uttar Pradesh nel centro dell'India, è ambientato nella città di Rawalpur, nel 1938, quando l'India era ancora una colonia inglese e il Mahatma Gandhi stava iniziando la sua ascesa. Racconta la storia di Chuyia, una bambina di otto anni che, rimasta vedova, viene mandata a vivere in una casa che ospita le vedove indù costrette a vivere in eterna penitenza. L'energia della piccola Chuyia avrà un grande effetto sulle donne che abitano nella casa, soprattutto sull’affascinante vedova Kalyani che si innamora di Narayan, un giovane idealista sostenitore di Gandhi.

Punti di discussione:
1. Il rapporto tra religione e società. Quando tradizione e fede vanno di pari passo con l’ignoranza, i testi sacri sanno dettare regole inviolabili e umilianti, ispirano riti brutali che permettono violenze ed ingiustizie e coprono gli abusi con quel velo di ignoranza che torna sempre utile quando si vogliono negare o rimandare libertà e indipendenza. La vittima privilegiata di tali prepotenze è la donna.
2. L'orrore a cui può condurre il fanatismo religioso. Questo film ha avuto una lavorazione molto travagliata: le riprese, iniziate nel 2000 a Varanasi, sono state interrotte a causa delle ripetute sommosse dei gruppi di estrema destra induisti che accusavano la regista Deepa Mehta di offendere la religione e di denigrarne i contenuti sacri. La pellicola è stata ultimata solo nel 2005, dopo che regista e intero cast sono stati costretti a lasciare prima Varanasi e poi l'India, per le continue minacce subite, e a girare in gran segreto in Sri Lanka.
3. Il conflitto tra coscienza e fede: se non si ascolta la propria coscienza, ma si obbedisce pedissequamente alla fede, si rischiano conseguenze disumane.
4. Il confronto tra le generazioni come scontro fra tradizione e riformismo. Il sentimento che domina le donne dell'ashram è la rassegnazione e anche l'arrivo di una bambina che grida, si ribella e prova strenuamente a non spegnere il proprio sorriso può essere visto solo come l'ennesimo destino infame già segnato. Eppure il divincolarsi di Chuyia dalle braccia dell’anziana dominatrice dell’ashram, il suo comprar dolcetti per regalare un attimo di felicità alla simpatica vecchietta alla continua "ricerca del tempo perduto", la sua mediazione tra i due innamorati Kalyani e Narayan, riesce ad aprire piccole crepe, a far dischiudere gli occhi su una condizione che non può essere più accettata passivamente.
5. L’aspetto edificante della religione. La speranza che le storture della religione possano un giorno essere annullate è incarnata da Gandhi, che vuole liberare le vedove e considera anche i “paria” figli di dio. Al giovane illuminato Narayan, cui è affidata alla fine del film la piccola Chuyia, non resta che salire sul treno del Mahatma e lasciarsi quel mondo alle spalle.
6. La violazione dei diritti delle donne. Sulla condizione femminile più in generale, la regista affronta anche il tema dei matrimoni combinati e della prostituzione di bambine, puntando poi il dito contro i corresponsabili anelli della catena, quali ad esempio la megera a capo della casa che specula sulla sofferenza delle poverette o "liberali" bramini che approfittano sessualmente della propria posizione sociale, uomini di scarsa moralità abituati a interpretare i testi sacri a loro vantaggio.

Personaggi:
• Chuyia (Sarala ). Sposa e vedova a otto anni senza neppure accorgersene, perde in una notte i suoi vestiti colorati, i braccialetti e i lunghi capelli neri. Con essi va via anche l'ultima illusione di libertà che, in un paese che costringe le sue donne ancora bambine a donare metà di se stesse a uomini sconosciuti, non ha in fondo alcuna ragione d'esistere. Secondo tradizione, le vedove hanno tre possibilità: ardere col cadavere del marito, sposare il fratello minore del defunto (sempre che la famiglia sia d'accordo) o diventare intoccabili, rasate e chiuse in un ashram da cui uscire solo per elemosinare e andare a lavarsi nelle acque del fiume Gange per purificarsi dal peccato di essere sopravvissute al proprio marito.
• Kalyani (Lisa Ray). Vedova-prostituta che si innamora del laureato in legge Narayan, seguace di Gandhi;
• Narayan (John Abraham). Fervido sostenitore di Gandhi, che in quel periodo sta facendo conoscere i propri ideali e le proprie battaglie fondate sulla non violenza e sulla resistenza passiva.
• Shakuntala (Seema Biswas). Vedova matura e severa, pur essendo religiosissima vive profondamente il conflitto tra fede e coscienza.

Da considerare:
1. Water (“L'Acqua”), dopo Fire (“Il Fuoco”) e Earth (“La Terra”), è il terzo film della trilogia sugli elementi della vita della regista Deepa Mehta, di origine indiana ma residente in Canada.
2. La vicenda è ambientata nel 1938, ma i dati statistici dimostrano l'attualità di un dramma riguardante moltissime donne: secondo un censimento del 2001, nell'immenso subcontinente indiano ci sono 34 milioni di vedove, e almeno 12 milioni vivono negli ashram. Benché sia vietato alla donna sposarsi prima dei diciotto anni, in Stati come il Rajastan e l'Uttar Pradesh, secondo i dati dell'Unicef, ad oggi 17 indiane su 100 si sposano sotto i 10 anni.
3. Gandhi chiude il film, in una scena intensa e un po' a sorpresa: "Lui è il simbolo della nostra liberazione - dichiara la regista – per questo ho deciso di farlo apparire in un film come il mio. Che non vuole mostrare solo le discriminazioni delle vedove, ma denunciare qualsiasi oppressione contro gli esseri umani: in nome della tradizione, della religione, del colore della pelle”.

indietro
 
     

Visita il sito del Liceo Scientifico G. Marconi
di Pesaro


www.lsmarconi.it

liceo scientifico g. marconi

 
Include le schede e le recensioni delle ultime novità cinematografiche. Comprende sezioni anche sui formati DVD e VHS. Utile per scaricare locandine e altre immagini.
Archivio del cinema italiano con schede complete, foto, premi, giochi e ricerche.
Recensioni, interviste, conferenze stampa e servizi audio e video dal mondo del cinema.
Film & Chips: panoramica delle migliori recensioni italiane, con articoli originali e critiche comparate. Articoli tratti dai Cahiers du Cinéma e Variety.
Realizzato da studenti e docenti dell'Università di Pavia, propone recensioni, saggi, articoli, notizie ed eventi legati al mondo della celluloide.
Presenta schede informative per alcuni fra i più importanti film italiani dal 1942 al 1975. Ospita inoltre immagini, interviste e recensioni.
Il sito della rivista CINEFORUM.